«Giorgio mi avrebbe detto “state imparando”», scherza Leo Dell'Orco al suo debutto solista come direttore creativo di Armani uomo, subito dopo la sfilata che ha richiamato a Milano ospiti come Ricky Martin, Luca Marinelli e Gianni Morandi.
Un'occasione speciale festeggiata in via Borgonuovo, subito dopo lo show, con un pranzo in casa dove Dell'Orco ha ricevuto gli ospiti della sfilata insieme al nipote Gianluca, con cui è uscito a salutare il pubblico a fine show. «Siamo riusciti a fare una cosa un po' diversa e non era facile», spiega Dell'Orco che, dopo aver lavorato al fianco di Giorgio Armani per 40 anni, ora ha preso le redini dell'azienda, di cui dirige il Cda.
Pur nella coerenza di stile, come richiesto dallo stesso Armani nel suo lascito, Dell'Orco - direttore creativo delle linee uomo - ha voluto lasciare la sua impronta su questa collezione per il prossimo inverno. Un segno cangiante, titolo della proposta che ha chiuso oggi la fashion week, e colorato, con toni come il melanzana a fare da filo conduttore della stagione fredda.
«Per Giorgio i colori erano un incubo», ricorda Dell'Orco, «era sempre per il beige. Io ho fatto miei dei colori che Giorgio avrebbe tagliato, sul resto sono stato in linea senza fare cose esagerate». Ma «a un certo punto devi trovare il coraggio di uscire», risponde a chi gli chiede come abbia vissuto l’uscita in solitaria, senza l'uomo di cui l'azienda porta il nome.
E allora. Le linee sono tutte fluide e disinvolte, con le giacche dal collo alla coreana, i cappotti avvolgenti abbottonati di sbieco, i pantaloni con le pinces e le zip sulle tasche, le giacche-camicia da portare con disinvoltura con la cravatta.Un'idea di eleganza facile.
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