Gli avversari.

Giampaolo: vogliamo fare una partita di personalità 

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Cremona. «Dobbiamo essere consapevoli dell'importanza della partita e avere l'idea di giocarla, non subirla. Ora ogni gara è uno spartiacque». Marco Giampaolo scalda la Cremonese verso la sfida salvezza in programma oggi a Cagliari: il tecnico abruzzese sottolinea anche il peso del fattore campo: «Incide, ma anche un punto può fare la differenza».

«Niente paura»

L’ex tecnico del Cagliari, alla guida dei grigiorossi da due giornate, si è soffermato sul talento di Palestra nel corso della conferenza stampa pre gara prima della partenza per la Sardegna. «È forte, esuberante, leggero. Può diventare un pilastro della Nazionale», ha detto chiaramente. Nessuno spazio alla paura: «Non esiste, esiste la responsabilità. Preferisco chi sbaglia giocando». Sullo schieramento da adottare il tecnico è lapidario: «Il modulo è superato, le squadre sono fluide. Non voglio subire, ma proporre. Si lavora, senza alibi. Vogliamo fare una partita di personalità».

«Un viaggio introspettivo»

«La tensione è nemica della prestazione, si è consapevoli di essere in una posizione di classifica particolare, ma giocare con paura non risolve i problemi e questo concetto vale per qualunque squadra», ribadisce il concetto Giampaolo. «Quando non sei sereno la palla e la testa sono pesanti, invece le partite bisogna giocarle: è un viaggio introspettivo, che parte dalla prestazione individuale e ti fa dire “gioco la partita”. Punto». Come si esce, dunque, dalla crisi? «Ovviamente la squadra non ha la stessa condizione psicologica di quattro mesi fa. Oggi gioca sapendo che ogni partita è uno spartiacque, è difficile. Non so se quella col Cagliari è una partita fondamentale, ma so che ci misurerà e ci dirà chi siamo sotto tutti i punti di vista: tecnico, tattico, caratteriale, fisico, mentale. Di questo siamo consapevoli», chiarisce Giampaolo, «ma ciò non toglie che oggi abbiamo diverse possibilità e quindi dobbiamo sapere che ci sono le condizioni per arrivare all’obiettivo un pezzettino alla volta. Mancano sette partite, i margini di errore sono pochi».

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