«Non siamo stati considerati»: alcuni genitori e docenti dell’Istituto comprensivo Loru-Dessì di Villacidro contestano la decisione della dirigente, Marinella Giorri, di aver negato la partecipazione al consiglio d’istituto, riunito per discutere problematiche inerenti la scuola, oltre alla surroga di due insegnanti che da poco hanno rassegnato le dimissione. Il gruppo ha ritenuto «gravissimo l’atto di diniego all’incontro, considerato che nel regolamento della scuola è previsto, eventuali eccezioni devono essere indicate nella convocazione dell’organo collegiale, nel caso specifico era tutto pubblico».
A scuola
Insegnanti e genitori arrivati a scuola sono stati bloccati dai collaboratori scolastici appena hanno varcato la soglia d’ingresso: «Dovete attendere qui». Ad un tratto, la dirigente e la presidente del Consiglio, Milena Lussu, sono uscite da un’aula e andate via. Nessuna comunicazione ufficiale sulla sorte dell’incontro, neppure sulla data del rinvio. Sentita al telefono, Giorri dà la sua versione: «La presidente sapeva che al Consiglio partecipano i genitori e i docenti eletti. Io stessa l’avevo informata che la commissione regolamenti stava lavorando per disciplinare l’incontro». Pur consapevole che le sedute sono pubbliche in nome della trasparenza, Giorri sostiene la «necessità di un ulteriore regolamento che disciplina quello già approvato». E conclude: «Abbiamo a che fare con un Istituto complesso, 4 plessi scolastici uniti sotto la stessa dirigenza. Il mio compito è evitare disuguaglianze tra una sede e l’altra, partendo dal tempo scuola, tra orario pieno e ridotto».
La polemica
Compatti genitori e decenti: «Noi cerchiamo solo confronto, dialogo e trasparenza». Un genitore, Marcello Melis, dice: «Consapevole che il Consiglio fosse pubblico, sono andato, fermato bloccato all'ingresso della scuola, la mia presenza non era ammessa». Le mamme, Alessandra Deidda e Sandra Piras: «Il Regolamento dell’Istituto garantisce il diritto di partecipare, ci è stato negato. Nella convocazione non era prevista una discussione a porte chiuse. L’intento nostro era solo ascoltare e se, consentito, apportare il nostro modesto aiuto, senza alcuna pretesa di imporre le nostre considerazioni». Fabiana Sedda, docente e genitore: «Sono interessata agli aspetti organizzativi e amministrativi della scuola, ritengo fondamentale la trasparenza e la condivisione delle informazioni, tutto nel rispetto della norma e nel bene della scuola. Un luogo sereno e tranquillo è l’ideale per i nostri ragazzi». Così Cristina Pisano: «Eravamo animati dal desiderio di prendere parte in modo sereno e costruttivo alla vita scolastica». Per Carlotta Usai «i docenti informati e partecipi sono un valore aggiunto alla scuola», mentre Francesca Piras ricorda che «in altre scuole del circondario ho partecipato alle riunioni. Non capisco il motivo per cui a Villacidro mi viene impedito. L’ascolto, quando non c’è privacy, è sinonimo di trasparenza».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
