Dovrebbe essere il summit del definitivo rilancio della competitività europea, della roadmap per riguadagnare una leadership economica nel mondo. È, invece, un nuovo vertice segnato dall’emergenza. Ed è stato ancora una volta Donald Trump, dopo la crisi dei dazi e il dossier Groenlandia, a rompere le uova nel paniere all’Europa.
I 27 sono così chiamati ad un vertice che si preannuncia lunghissimo, a un testo di conclusioni dove le decisioni concrete sono vicine allo zero, e ad un confronto sulla nuova crisi energetica che potrebbe tramutarsi in un aspro scontro tutto focalizzato sul Green Deal. L’inferno in Medio Oriente sarà centrale nell’agenda del summit. Ma se Washington cercava una reazione dell’Ue al pressing sempre più minaccioso di Trump per un aiuto militare nello Stretto di Hormuz, difficilmente la troverà. Il capitolo Iran e Medio Oriente delle conclusioni è un compendio di equilibrismo che trasuda, soprattutto, il gelo ormai evidente che divide le due sponde dell’Atlantico.
Nelle bozze del testo all’esame dei leader, infatti, non si preannuncia alcun intervento militare, o nessun invito a chiedere all’Alleanza Atlantica di farlo. La necessità di prevenire gli attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz è uno dei punti, ma i 27 non andranno oltre. Di Medio Oriente e dell’ipotesi di una missione Onu a Hormuz se ne potrebbe parlare al pranzo di lavoro con il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. Sarà la sua ultima volta ad un Consiglio europeo prima della scadenza del mandato.
Il tema non a caso ieri notte è stato al centro di un incontro tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. La premier ha raggiunto il capo del governo tedesco subito dopo il bilaterale tra il cancelliere e il presidente francese Emmanuel Macron.
Il capitolo energia, spiegano più fonti europee, è anche quello meno stabile. La fronda dei Paesi che chiedeva la sospensione degli Ets nei giorni scorsi ha però già trovato un muro. Il sistema «è essenziale per la nostra transizione energetica e industriale» ed è il modo migliore «per ridurre la nostra dipendenza dai combustibili fossili», ha sottolineato un alta fonte diplomatica europea.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
