Caracas

Gasperin libero: «Ma resto in Venezuela» 

Il 77enne non abbandona i dipendenti della sua ditta di perforazioni petrolifere 

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Torino. Dopo cinque mesi nelle carceri venezuelane non è voluto salire sul primo aereo per l'Italia. Subito dopo la liberazione, l'imprenditore 77enne Luigi Gasperin ha detto di voler pensare ai suoi dipendenti. I suoi «ragazzi», quelli con cui lavora nella perforazione di pozzi petroliferi. «Immagino che abbia voglia di tornare, ma “prima il dovere”, come è sempre stato».

La figlia: è stata dura

È la figlia Claudia a spiegare la decisione del’ultimo italiano liberato nel post-Maduro. Intanto in Piemonte ieri era atteso serata l’arrivo di Mario Burlò, l’imprenditore torinese di 53 anni tornato in Italia insieme ad Alberto Trentini, dopo oltre 14 mesi di detenzione a Caracas esattamente come il cooperante veneziano. Ieri l’udienza preliminare che vede Burlò indagato a Terni per violazioni tributarie è stata rinviata ai primi di marzo. Oltre ai due piemontesi e a Trentini sono già stati liberati Biagio Pilieri e Antonio Gerardo Buzzetta. «Il lavoro non è ancora finito: il nostro obiettivo è che siano liberati tutti i 42 italiani-venezuelani», aveva detto il ministro Tajani nei giorni scorsi. Il progetto di Gasperin è tornare a Maturín, nel Monágas, dove si trova la sua impresa. «Ero certa - spiega la figlia - che non sarebbe venuto via. Stanotte ha detto: “Io devo andare dai miei ragazzi e fare tutto quello che devo”». Gasperin è in Venezuela dal 2003, l’arresto è del 9 agosto. Il motivo - o il pretesto - lo conferma la figlia: gli esplosivi usati dall’impresa. «Ma è come se uno chef fosse un serial killer perché trovato con dei coltelli in cucina: loro usano le bombe cave per spaccare le rocce e far venire fuori il giacimento». La figlia conclude: «Sono stati mesi difficili, anche per noi, anche perché siamo dovuti stare nel silenzio per non metterlo in pericolo. È stata molto dura, ma grazie a Dio c'è stato questo lieto fine. Mi ha detto: “Sto bene, sono un po' debilitato”. L’ho sentito molto sollevato».

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