Iglesias.

Futuro incerto per l’Ecotessile 

Servizio di ritiro degli abiti usati fermo e lavoratori senza stipendio 

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Contenitori colmi e cumuli di sacchi di indumenti usati, destinati al recupero e al riciclo: tutto materiale che, almeno per ora, non potrà essere ritirato. La raccolta e il trattamento dei capi usati in diversi Comuni del territorio, tra cui Iglesias, è stata sospesa a maggio. Tuttavia, mentre si cerca di capire se l’azienda Ecotessile srl ripartirà presto con la raccolta, alcuni dipendenti protestano: «C’è una totale assenza di comunicazioni chiare sul futuro dell'azienda e, come se non bastasse, alcuni stipendi non sono stati pagati»

La crisi
Le prime avvisaglie della crisi a marzo del 2025, quando si parlò del rischio di chiusura attribuendolo all'aumento di materiali non riciclabili, che avrebbero compromesso gli impianti di trattamento. Aniello Maddaloni, amministratore unico dell’azienda, aveva confermato il problema in un’intervista all’Unione Sarda. Oggi i dipendenti, assistiti dagli avvocati, denunciano: «Chiediamo chiarezza sulle sorti dell’azienda. In un primo momento era stato assicurato che gli stipendi sarebbero stati pagati, poi è seguito il silenzio assoluto». L'avvocata Annarella Gioi, che assiste uno dei dipendenti, riferisce inoltre di aver «chiesto chiarimenti sulla presunta cessione dell'azienda a una nuova società: mi sono stati inviati alcuni documenti nei quali si parlava di un possibile subentro. Ho contattato la società indicata e mi è stato riferito che non conoscono nemmeno i soggetti coinvolti e che non esiste alcuna operazione di acquisizione. In ogni caso, i lavoratori non risultano licenziati e il rapporto di lavoro è ancora in essere», osserva Gioi.

I chiarimenti
Dubbi analoghi sono avanzati anche dall'avvocato Danilo Gioi, che assiste un altro dipendente: «I lavoratori chiedono soprattutto chiarezza – premette il legale -, si parla di una cessione dell'azienda, ma non esiste alcuna comunicazione ufficiale né alcun documento che lo attesti concretamente. L'azienda può dichiarare di essere in trattativa con chiunque, ma fino a quando non ci saranno atti formali restano soltanto parole». Secondo il legale, «le eventuali difficoltà societarie non possono ricadere sui dipendenti. Esiste un contratto di lavoro pienamente valido e non c'è alcun provvedimento ufficiale che giustifichi il mancato rispetto degli obblighi contrattuali. I lavoratori, pertanto, hanno diritto a conoscere il proprio futuro e a ricevere quanto spetta loro».

L'azienda
Interpellato sulla contestazione dei dipendenti, Maddaloni respinge le accuse e sostiene che la situazione sia legata alle difficoltà del mercato internazionale: «L'azienda, come tante realtà che operano nell'export, è in crisi per i conflitti in Medio Oriente. Per questo motivo, da maggio siamo fermi con le operazioni. Il personale non è stato licenziato perché confidiamo in una ripartenza dopo la ricapitalizzazione. Restano da corrispondere due mensilità e saranno pagate, com’è giusto che sia».

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