Archiviata la pausa agostana, in Municipalità è già polemica con i consiglieri di minoranza all’attacco della presidente Maria Laura Manca, accusata di aver scavalcato il Consiglio per adottare “decisioni solitarie” con metodo “autoreferenziale”. Oggetto del contendere: il futuro dell’ex Dazio, in piazza Italia, sul quale la Manca si era espressa dalle pagine de L’Unione Sarda. «Non un semplice intervento informativo», tuona compatta la minoranza, «bensì la rappresentazione pubblica di un preciso indirizzo sulla destinazione di un bene di fondamentale interesse. Come opposizione ci teniamo a ribadire che siamo favorevoli alla concessione alle associazioni, che rappresentano una risorsa fondamentale. La contestazione riguarda però il metodo unilaterale e prevaricatore adottato».
Botta e risposta
«La presidente non può arrogarsi scelte che spettano all'aula», scrivono Francesco Ciaramella, Sabrina Mattu, Cristian Uber Cara (Alleanza Sardegna), Marco Fanari, Sandro Cannas, Melania Secchi, Luca Tinti (Fratelli d’Italia) e Alessandro Vincis (Forza Italia). «Quando mai il Consiglio è stato chiamato a esprimersi? Quando sono state messe a confronto proposte alternative? La presidente sembra aver scelto un'altra strada: prima comunicare all'esterno la propria visione e poi, eventualmente, coinvolgere l'organismo che rappresenta il luogo naturale della discussione. Una presidente non è proprietaria delle scelte della Municipalità e il Consiglio non è un pubblico chiamato ad applaudire decisioni già prese. Non è accettabile l'inversione del percorso democratico: prima l'annuncio, poi il confronto».
«Nessuna decisione è stata assunta e nessuna prerogativa del Consiglio è stata scavalcata», si difende Manca, «ho solo espresso una proposta politica, assumendomi la responsabilità che compete a una presidente, ossia ascoltare il territorio, avanzare idee, indicare possibili soluzioni. Il regolamento prevede già, tra le finalità dell’ex Dazio, la fruibilità da parte dei cittadini e lo sviluppo dell’associazionismo. La questione è stata già anticipata nel tempo e sarà affrontata dalla Commissione Decentramento, auspico a breve, e nelle sedi istituzionali competenti. Nessun “prima l’annuncio e poi il confronto”: c’è una proposta sulla quale il confronto è previsto. Prendo invece atto positivamente che anche l’opposizione condivide l’obiettivo di mettere l’ex Dazio maggiormente a disposizione delle associazioni. Sul merito, quindi, siamo più vicini di quanto questa polemica faccia pensare».
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