Carbonia.

Furto in cimitero: porta aperta con la smerigliatrice 

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Tre settimane fa avevano usato un piede di porco e il colpo era riuscito a metà. Stavolta i ladri hanno alzato l’asticella: nel mirino è finito ancora una volta il cimitero comunale e per avere ragione di un portone in acciaio hanno manovrato una smerigliatrice. Spudoratamente, perché per ora la struttura è priva di sorveglianza, ma forse non impunemente perché i carabinieri (intervenuti ieri) avrebbero iniziato a nutrire dei sospetti. Si cercherà quindi di dare un nome a colui (o coloro) che due notti fa ha ancora una volta “visitato” il camposanto principale di Carbonia, fra Serbariu e Medadeddu, realizzato sul finire degli anni Trenta. Il terzo blitz negli ultimi sei mesi.

Ma quanto avvenuto fra lunedì e ieri rivela che i malviventi si sono sentiti strasicuri. Se poco meno di un mese fa, infatti, avevano cercato di forzare il portone di un locale accessorio in cui vengono riposti i macchinari in uso alla società di gestione, la municipalizzata Somica, stavolta non hanno badato ad evitare i rumori. Il portone è stato squarciato a colpi di smerigliatrice. Vero è che l’impianto è in periferia rispetto al centro abitato, ma non si può neppure affermare che sia a chilometri dalle abitazioni di Serbariu e Medadeddu. Una volta sezionato il portone, i ladri si sono poi impossessati di tre decespugliatori e altri due macchinari utili a curare il decoro della struttura cimiteriale. È realistico che, dopo aver compiuto un sopralluogo per “studiare” la scena, siano entrati da alcuni dei punti di facile accesso dovuti alle precarie condizioni (da decenni) del muro di cinta del camposanto. Ed è realistico che avessero l’auto parcheggiata molto vicino per poter caricare subito l’ingombrante bottino. Prima del blitz a colpi di i smerigliatrice, ce n’era stato uno anche tre settimane fa. Ma nel mirino la scorsa estate anche un’impresa d’appalto privata che stava eseguendo speciali manutenzioni nel segmento alto del cimitero. Tuttavia, entro brevissimo tempo potrà non essere così facile fare irruzione nel camposanto per compiere furti. «Ormai è roba di pochi giorni», spiega l’amministratore delegato della Somica Simone Rivano, «e sottoscriviamo il contratto con una società per varare un sistema di sorveglianza che sarà in grado di offrirci ampie garanzie: considerati i danni, è una situazione che non possiamo più tollerare».

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