Recarsi in cimitero per lasciare un ricordo, un oggetto o un fiore, rappresenta un gesto semplice, ma anche un modo per mantenere un legame con chi non c’è più. Un tentativo di colmare un vuoto dovuto al dolore della perdita, almeno in parte, che però si scontra con l’inciviltà di chi in quegli oggetti vede solo un’occasione per portare via qualcosa. Nel cimitero di Quartucciu si registra l’ennesimo episodio furto da una tomba. Un gesto che riaccende indignazione e amarezza tra i cittadini, avvenuto nella nuova ala, inaugurata a fine ottobre.
Il dolore
La denuncia su quanto accaduto è arrivata anche via social, con l’ennesimo episodio che ha innescato le reazioni dei cittadini ormai esasperati. A raccontare quanto accaduto è Deborah Caredda, che appena tre mesi fa ha perso il padre. «Per la festa del papà avevo portato un rosarietto e un orsacchiotto, oggetti che gli appartenevano e che avevano un valore affettivo immenso», spiega. Sino a sabato erano ancora al loro posto, sulla lapide. Ma nel giorno di Pasqua, al momento della visita, è arrivata la scoperta: «Non c’era più nulla. È stato come entrare a casa sua e trovare che qualcuno aveva portato via le sue cose».
L’appello
Un episodio non casuale: «Gli oggetti erano protetti dalla placca della lapide, che è stata smontata». Da qui l’appello: «Se qualcuno dovesse trovarli, anche abbandonati, ci contatti. È una mancanza di rispetto verso mio padre e verso di noi». Non si tratta di un caso isolato, come testimoniano altre persone. «Non è la prima volta che accadono queste cose. Anche dalla lapide di mia nonna hanno portato via il contenitore dei fiori», sottolinea Simona Camba. Una situazione confermata anche via social da altri cittadini: da anni, in maniera ripetuta, vengono sottratti i vasi interni dalle tombe dei propri familiari, oggetti e ricordi. E non mancano gli atti vandalici dentro e fuori il cimitero: danneggiamenti alle opere pubbliche, rifiuti abbandonati nei parcheggi e continui furti di fiori.
La condanna
Netta la posizione del sindaco di Quartucciu Pietro Pisu, che condanna il gesto: «Colpire un luogo sacro, destinato al riposo dei nostri cari e al ricordo delle persone a noi care, non è solo un reato contro il patrimonio, ma un gesto di profonda inciviltà che offende l’intera comunità».
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