L’inchiesta.

Furti nei distributori, un arresto 

I malviventi usavano il jammer, dispositivo per bloccare allarmi e telefoni 

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Gli obiettivi erano sempre gli stessi: le stazioni di servizio sulla Statale 131. Da giugno a oggi diversi distributori di carburante fra Marrubiu, Mogoro e Sardara sono finiti nel mirino dei ladri che sono riusciti a portare via sigarette e denaro in contante. L’attività di quella che per gli inquirenti era «una banda specializzata» è stata bloccata dalla Polizia di Stato: un 56enne di Capoterra è stato arrestato in flagranza mentre gli altri complici, un ragazzo originario di Pirri di 34 anni e uno di Serrenti (33) sono stati denunciati per la serie di furti.

I blitz

Le indagini, coordinate dal pm Marco De Crescenzo, sono iniziate dopo i cinque furti degli ultimi mesi. Episodi con analogie: i ladri arrivavano su due auto, una dalla Complanare e una dalla 131. Poi con un piede di porco o uno smeriglio forzavano porte e finestre per entrare. Puntavano dritti alla cassa automatica, alle slot machine senza disdegnare stecche di sigarette e Gratta e Vinci. L’ultimo colpo dieci giorni fa a Sardara, dove sono stati portati via 10mila euro di sigarette. Il distributore di Mogoro è stato saccheggiato tre volte in poche settimane.

Le indagini

I ladri hanno sempre agito indisturbati e l’ipotesi degli investigatori è che abbiamo utilizzato il “jammer”, trovato a casa del 56enne finito in cella proprio perché aveva questo strumento. Si tratta di un sofisticato dispositivo elettronico capace di generare interferenze sulle comunicazioni radio, bloccare i sistemi di allarme e ostacolare o impedire le comunicazioni via telefono rendendo più difficile far partire qualsiasi richiesta di intervento alle forze dell’ordine. Gli investigatori della terza sezione della Mobile, guidati dal vice questore aggiunto Samuele Cabizzosu, hanno svolto accurati accertamenti e sulla base degli elementi raccolti, la Procura ha emesso le informazioni di garanzia nei confronti dei tre, anche se poi per il 56enne di Capoterra si sono aperte le porte del carcere di Uta. Il jammer è stato sequestrato e dovrà essere analizzato per determinarne le caratteristiche, la potenza e la capacità di interferenza. Le indagini intanto vanno avanti.

Le vittime

«Da noi hanno rubato 120 euro ma hanno fatto più di 10mila euro di danni» racconta Nicola Onali, del distributore di Marrubiu. «Abbiamo subito diversi furti – aggiunge – Abbiamo le telecamere ma i ladri arrivano incappucciati e non si fermano». Pinello Balia, segretario nazionale dell’Angac. «Un problema diffuso, serve maggiore sorveglianza».

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