I contratti scadono domani e per legge non possono essere rinnovati. Il M5S: «Al lavoro per un nuovo modello»

Fuori i gettonisti, scatta l’allarme rosso nei pronto soccorso 

Situazioni esplosive in Gallura e a Oristano Cgil e centrodestra: Giunta senza soluzioni 

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Domani è l’ultimo giorno. Poi non si potrà più parlare di pronto soccorso a rischio stop: senza una soluzione in extremis, tale da compensare il mancato rinnovo dei contratti dei medici gettonisti in scadenza tra poche ore, alcuni presidi chiuderanno davvero. La beffa è che questo capita in uno dei periodi più caldi (in tutti i sensi) dell’anno: soprattutto il nord Sardegna, e in particolare la Gallura, si troverà nei prossimi due mesi a dover gestire una popolazione che, in alcuni centri turistici importanti, nella migliore delle ipotesi raddoppia. E, di conseguenza, una domanda di medicina d’urgenza che aumenta in modo esponenziale.

In sofferenza

Secondo un recente bilancio delle associazioni del Coordinamento dei comitati per la difesa della salute, i reparti vicini a dire basta sono undici, che già hanno parecchie difficoltà a coprire i turni e spesso lavorano soltanto mezza giornata e mai nei weekend. Tra quelli con le criticità più serie: Tempio, Olbia, Oristano, Sorgono, Muravera. Di sicuro la situazione più esplosiva è in Gallura, a seguire a Oristano. Sono oltre la metà dei servizi dell’Isola (venti complessivi). Dunque, diventerà ancora più pesante il carico su quelli grandi, per dire, l’Aou di Sassari, il San Francesco a Nuoro, a Cagliari il Santissima Trinità, il Brotzu e il Policlinico.

La conferma dello stop ai gettonisti è arrivata perentoria mercoledì scorso. In una comunicazione trasmessa dalla direzione generale della Sanità alle Asl viene ribadito che «il ricorso a tale strumento (contratto per affidamento del servizio di gestione del pronto soccorso con guardia medica attiva) cesserà inderogabilmente il prossimo 30 giugno». Tutto ciò in conformità alla legge nazionale, cioè «a quanto previsto dall’articolo 10 del decreto legge 34 del 2023». Per questo la direzione generale chiarisce di «non essere nella possibilità di procedere a eventuali proroghe del contratto».

Sindacato e centrodestra

E adesso? «Da tempo la Cgil chiedeva la soluzione del problema dei medici a gettone nei pronto soccorso della Sardegna», spiega il segretario della Cgil Fausto Durante, «questa soluzione non è mai arrivata e le Asl non hanno provveduto a mettere in campo iniziative per risolvere il problema. Ora la dg della Sanità conferma che non ci sarà la proroga. Tutto ciò conferma che c’è una grande differenza tra gli annunci e i proclami di ottimismo e la condizione reale che d’estate rischia di scoppiare».

Il centrodestra, ugualmente, chiede conto alla Giunta. «Dall’inizio la maggioranza ha contestato l’utilizzo dei medici a gettone», ricorda il capogruppo dei Riformatori Umberto Ticca, «hanno avuto due anni e mezzo per prepararsi, e ora che la cittadinanza dell’Isola aumenta ci dobbiamo preparare ad avere pronto soccorso chiusi». Non solo: «In commissione Salute l’assessora ad interim e il suo direttore generale ci hanno garantito che sarebbero state trovate soluzioni adeguate. Ora vediamo se si riuscirà ad andare avanti. La legge è nazionale ma come si è preparata la Giunta ad affrontare quest’ulteriore carenza di medici nel territorio, proprio a luglio e agosto?».

Per il capogruppo di FdI Paolo Truzzu «la situazione è grave, la presidente Todde dice sempre che ci mette la faccia, ce la metta veramente anziché lasciare il cerino in mano ai direttori dei pronto soccorso. Non possono essere loro a dire che una struttura non deve restare aperta, deve essere l’assessore sulla base di criteri minimi di sicurezza sanitaria».

Ipotesi ordinanza

Da parte sua, il M5S ha fatto presente nei giorni scorsi che «il superamento del sistema dei gettonisti non è una scelta discrezionale della Regione, ma un percorso imposto dalla normativa nazionale. Ora il governo regionale sta costruendo gli strumenti necessari per accompagnare una transizione ordinata verso il nuovo modello». Nel frattempo, la Regione non ha mai escluso che la presidente possa emanare un’ordinanza di proroga. Sarebbe una soluzione eccezionale: «Se necessario per garantire i servizi essenziali durante l'estate, useremo un'ordinanza per prorogare i gettonisti nei pronto soccorso in sofferenza», aveva annunciato Todde tre settimane fa.

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