Non sono montani perché l’altezza non è da Monte Rosa o da Monte Spada ma i Comuni della provincia, che rischiano di perdere la qualifica con tutta una serie di benefici a partire dalle fiscalità e dai finanziamenti, è come lo siano per le condizioni di marginalità, difficoltà di collegamenti e mancanza di servizi. L’intesa raggiunta dal Governo nella conferenza delle Regioni sull’elenco dei nuovi comuni montani che dovrà essere ratificata da un decreto del Consiglio dei Ministri, è sotto tiro dall’associazione, dall’Unione dei Comuni e dalle amministrazioni dei 33 paesi messi fuori: Abbasanta , Albagiara , Ales , Allai , Assolo , Asuni , Bonarcado , Bosa , Cuglieri , Curcuris , Flussio , Fordongianus , Magomadas , Marrubiu , Modolo , Mogorella , Montresta , Nureci , Palmas Arborea , Paulilatino , Ruinas , Sagama , Samugheo , Santa Giusta , Senis , Sennariolo , Siamanna , Suni , Tinnura , Tresnuraghes , Usellus , Villa Sant’Antonio , Villaurbana .
Dieci si salvano: Ardauli , Laconi , Morgongiori , Neoneli , Nughedu Santa Vittoria, Pau , Santu Lussurgiu , Scano Montiferro , Seneghe , Villa Verde .
I commenti
«Stiamo valutando ogni azione utile per richiedere la revisione della classificazione e sollecitare eventualmente il riconoscimento di forme alternative di tutela delle aree interne territori svantaggiati», è il parere del sindaco di Cuglieri, Andrea Loche. Qualche modifica è già passata, anticipa il presidente della Provincia nonché sindaco di Villaurbana, Paolo Pireddu: «Il confronto avviato tra Governo, Anci, Uncem e Regioni sulla revisione dei criteri per i Comuni montani ha consentito di reintrodurre diverse comunità nell’elenco. Restano esclusi alcuni centri che però presentano territori in larga parte montani e continuano a subire gli stessi svantaggi di quelli classificati come tali. Territori fragili che necessitano di interventi strutturali per contrastare la progressiva perdita di servizi, attività economiche e popolazione. La Provincia continuerà a sostenerli e a lavorare per fornire servizi adeguati».
No corale
Il no all’esclusione è corale. La sindaca di Abbasanta, Patrizia Carta: «Sarebbe un colpo tremendo, una classificazione costruita solo sull’altitudine che non tiene conto di altri fattori non rappresenta le reali condizioni dei paesi delle zone interne. Non ci vogliono catalogare come montani perché non abbiamo tutti gli anni la neve? Mi sta bene a condizione che mantengono le facilitazioni in essere, nessuna esclusa. Le promesse non servono e le parole non bastano. Il provvedimento deve essere messo nero su bianco, virgole comprese al posto giusto».
Confagricoltura
Giambattista Monne, direttore regionale Confagricoltura: «Le decisioni della Conferenza Stato-Regioni sono state riviste considerando non solo l'altezza dei territori ma anche altri criteri, 58 dei 95 comuni penalizzati sono rientrati e tra questi anche parecchi dell'Oristanese. Le trattative in attesa del decreto finale continuano. I benefici dal fatto di essere montani sono importanti ma non sono da sottovalutare gli incentivi della nuova programmazione regionale e statale».
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