Oristano.

Fuoco in cella, in carcere è rivolta 

Detenuti bruciano lenzuola e un materasso, tre agenti in Pronto soccorso 

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Le provano tutte per fare sentire forte la propria protesta. Alcuni mesi fa avevano aperto gli idranti allagando un intero piano del carcere, poi sono saliti sul tetto e due giorni fa alcuni detenuti hanno appiccato un incendio nella sezione della Media sicurezza e tre agenti di polizia penitenziaria sono rimasti lievemente feriti. Il clima nell’istituto di Massama è sempre più teso fra sovraffollamento e personale insufficiente per far fronte a una situazione esplosiva.

L’allarme

L’ultimo grave episodio risale a giovedì pomeriggio come denuncia il segretario nazionale del Consipe Roberto Melis. Secondo quanto emerso da una prima ricostruzione alcuni detenuti hanno appiccato diversi incendi all’interno della sezione. Avrebbero dato fuoco prima a carta e lenzuola poi anche a un materasso: in pochi secondi il fumo nero ha invaso l’ala dell’istituto penitenziario creando grandi disagi e pericoli anche agli altri reclusi. Sono stati momenti molto concitati, decisivo l’intervento degli agenti di polizia penitenziaria che hanno cercato subito di spegnere le fiamme e riportare la situazione sotto controllo. Tre poliziotti sono rimasti lievemente intossicati dal fumo e hanno riportato qualche leggera ustione, sono stati poi accompagnati al Pronto soccorso del San Martino per accertamenti.

Clima teso

«L’immagine dei colleghi con le medicazioni ancora fresche raccontano più di mille parole – aggiunge Melis - raccontano la fatica, il rischio, la solitudine operativa di chi ogni giorno garantisce sicurezza in condizioni sempre più proibitive». Il segretario del Consipe ribadisce la necessità di interventi immediati. «Non è più tollerabile che il personale debba mettere a rischio la propria vita per colmare le falle di un sistema che continua a ignorare le condizioni reali degli istituti penitenziari – ripete Roberto Melis – Gli episodi di violenza sono in aumento mentre il personale è sempre carente. È il momento di potenziare gli organici, non è più accettabile perdere tempo dietro iter concorsuali interminabili, si dovrebbero scorrere le graduatorie vigenti».

Ai primi di gennaio alcuni detenuti avevano spaccato arredi, aperto gli idranti e qualche giorno dopo avevano tentato di aggredire un agente con un bastone. Qualche settimana fa, altri due reclusi erano saliti sul tetto per protestare per il sovraffollamento.

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