Dodicesima edizione de S’Iscravamentu in limba a Olbia, l’antico rito della deposizione di Cristo dalla croce e la consegna del corpo alla madre ha la voce dell’artista internazionale e trombettista, Paolo Fresu. Dal pulpito della chiesa primaziale di San Paolo Apostolo, il musicista nato a Berchidda commenta in logudorese la suggestiva rappresentazione sacra, condotta dalla confraternita Santa Croce, nata nel lontano 1502.
Il rito
«Dal 2015 ho scelto di far rivivere i riti pasquali nella lingua materna, in sardo e in gallurese, anche per restituire alla cerimonia una connotazione fortemente identitaria», ha detto il parroco della chiesa, don Gianni Satta. Cominciata con la narrazione affidata al direttore dell’Ufficio beni culturali della diocesi di Ozieri, monsignor Tonino Cabizzosu, nella traduzione del Verbum crucis nella lingua madre si sono alternati vescovi, sacerdoti e laici, scelti con lo scopo di poter parlare a tutta la comunità. Dopo l'antropologo Bachisio Bandinu nel 2017, lo scrittore Marcello Fois nel 2024 e, lo scorso anno, l'archeologa ed ex assessora regionale alla Cultura, Maria Antonietta Mongiu, prima e unica donna a raccontare l'arcaico rito pasquale nella storia della Settimana Santa di Olbia, dice don Satta, «la scelta di affidare il commento di uno dei momenti più intensi e spiritualmente significativi delle celebrazioni pasquali è ricaduta su un artista del calibro di Paolo Fresu perché ha le qualità umane e intellettuali per poter esprimere con passione il potente mistero della resurrezione». Senza svelarne il testo (e la possibilità che sia accompagnato dalle note della tromba dell'artista), il sacerdote anticipa che l'interpretazione di Fresu mitiga la crudezza della rappresentazione con la tenerezza del linguaggio materno. S'Iscravamentu, che sarà trasmesso in diretta su Videolina, si celebra venerdì santo alle 21, animato anche dal coro Olbia Folk Ensemble, seguito dalla processione del Cristo morto per le vie del centro storico. Tra gli appuntamenti del Triduo pasquale, giovedì santo la lavanda dei piedi e domenica di Pasqua, dopo la messa e la distribuzione del pane benedetto Su bibilliu, S’incontru tra i simulacri del Cristo risorto e della Madonna, con partenza dalla chiesa e arrivo nella piazza principale. Inserito nel Regolamento comunale delle manifestazioni identitarie della città, ha detto l'assessora alla Cultura, Sabrina Serra, «S'Iscravamentu ha un significato profondo non solo dal punto di vista religioso ma anche culturale: patrimonio identitario della nostra comunità che unisce spiritualità e senso di appartenenza, il rito rappresenta anche una forte attrazione turistica».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
