Campo largo.

Fratoianni: ci siamo anche noi 

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Non è una partita a due. Anzi, il tabellone può e deve allargarsi ad altri soggetti. «Senza veti». Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana e Avs, rivendica un ruolo nel Campo largo che il duello tra Schlein o Conte rischia di marginalizzare sempre più. «Serve responsabilità, perché non siamo di fronte a una corsa podistica», scandisce il leader rossoverde in un'intervista rilasciata al Corriere dell'Umbria. Certo, i due, «sono figure che hanno tutti i titoli per candidarsi al governo del Paese», ma questo, puntualizza, non può «escludere che Avs possa esprimere una sua proposta».

E a chi sostiene la «vecchia tesi che il ceto medio si spaventi per proposte che i commentatori considerano radicali» Fratoianni fa osservare: negli Usa le idee molto a sinistra di Bernie Sanders, Alexandria Ocasio Cortez, Abdoul El Sayed, Mamdani, Donavan McKinney, o Sam Forstag sono vincenti. Un modo per ammonire il Campo largo che Avs non ci sta a fare da gregario. «Il tema di chi arriva primo - argomenta - non può essere prioritario rispetto all'obiettivo di vincere le elezioni». Da qui, poi, l'impegno e l'invito a non porre veti nel definire i confini dell'alleanza. Nemmeno a Renzi, che in casa Pd, a differenza di Calenda mai invitato, è già stato ospite (a Castelfranco con Bonaccini il 3 agosto e a Villalunga con De Pascale il 7). Al centro il leader di Azione è intenzionato sempre di più a «correre da solo» Oltre a Calenda, ad infoltire le fila di chi non crede, però, nel progetto - dopo le critiche di Romano Prodi che ha definito il campo largo «un casino» - arriva anche Massimo Cacciari che sul Corsera sentenzia: «Il Campo largo? Un'alleanza senza un'idea del mondo».

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