Inghilterra 1966. Argentina 1978, 1986, 2022. Francia 1998, 2018. Spagna 2010. E il 2026? In lizza per il Mondiale sono rimaste le “fantastiche quattro” di questa Coppa: da Bellingham a Messi, passando per Mbappé e Yamal, senza dubbio il meglio dell’edizione in corso, tutte già vincitrici almeno una volta, oltre a essere le prime 4 del ranking Fifa. Una di loro alzerà il trofeo domenica.
Il programma delle semifinali comincia domani alle 21 a Dallas con Francia-Spagna. I media di tutto il mondo sono concordi nella valutazione che – almeno per profondità di rosa – è la nazionale Bleus più forte di sempre. Per questo Deschamps, al saluto Mondiale, ha rischiato un attacco a quattro che mixa il meglio di Real (Mbappé), Psg (Dembélé e Doué) e Bayern (Olise): un quartetto che provoca liti politiche tra Spagna (Rajoy contro gli «stranieri» e Sánchez che lo censura) e Parigi. A loro comunque la Francia affida il compito di riportarla alla terza finale di fila e la quinta in assoluto negli ultimi 28 anni, facendo pendere il piatto della bilancia (2 vittorie e 2 sconfitte finora) verso la Coppa.
Aspettando Yamal, finora sottotono rispetto al suo meglio (complice un infortunio nella parte finale della stagione), la Spagna di De la Fuente ha fatto leva su un centrocampo di palleggiatori e incursori a rete (Merino il simbolo) per una nazionale per la prima volta senza un giocatore del Real Madrid. Fra le semifinaliste, il miglior attacco è quello dell’Argentina (17) appena davanti alla Francia (16) che però di gol ne ha subiti solo 2, contro i 6 nella rete del Dibu Martínez. Paradossalmente, la miglior difesa è della Spagna, un solo gol subito (contro il Belgio) a fronte degli 11 realizzati. E per il futuro, il presidente della Fifa Gianni Infantino tiene viva l’idea di un Mondiale XXL con 64 squadre: «È un tema che verrà esaminato dopo questa edizione. Ogni Paese dovrebbe poter sognare di parteciparvi».
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