Nel trailer del film “Il dio dell’amore”, fino a mercoledì primo aprile al Notorious Cinemas di piazza L’Unione Sarda Cagliari, una voce fuori campo ricorda concetti che ben riassumono lo spirito della pellicola diretta da Francesco Lagi, con musiche di Stefano Bollani.
«Il dio dell’amore fa dei giri lunghi, a volte incomprensibili», e ancora: «L’amore passa di persona in persona, ci attraversa tutti in una continua metamorfosi». Parola di Ovidio, il poeta dell’amore che nel film è interpretato da un attore amatissimo del nostro cinema: Francesco Colella. Nel cast Isabella Ragonese, Vanessa Scalera, Vinicio Marchioni e Corrado Fortuna. «Col regista siamo molto amici, insieme abbiamo anche fondato una compagnia teatrale, ma non pensavo mi considerasse quello giusto per la parte di Ovidio: non potevo ricevere regalo più grande», ammette l’attore calabrese, che domani alle 19.20 sarà proprio al Notorious per salutare il pubblico prima della proiezione. «Tengo molto a questo film e ho chiesto esplicitamente di poterlo accompagnare a Cagliari», aggiunge Colella, che nei panni di Ovidio è la voce narrante de “Il Dio dell’amore”. E l’artista ci svela un segreto: «Da martedì, a Cagliari, sarò impegnato nella prova costumi del nuovo film di Francesco Piras, del quale non posso però dire nulla, e dato che cerco sempre una ragione per passare più tempo possibile in Sardegna ne ho approfittato».
Il film è già stato definito la rivelazione dell’anno.
«Mi auguro che lo diventi. Da parte mia posso solo dire di essere profondamente innamorato di questo film, e invito tutti a vederlo: è un film molto prezioso, che parla di amore ma che sfugge alle categorie, perché è inafferrabile e misterioso come l’amore».
Ci parli del suo personaggio.
«Ovidio si aggira per una Roma contemporanea accompagnando il pubblico nelle strade in cui si consumano le relazioni, storie che si intrecciano le une con le altre e attraverso le quali viviamo e scopriamo, o riscopriamo, emozioni e fragilità che ci appartengono. I personaggi del film hanno il coraggio di mostrarle, facendoci capire come l’amore e le relazioni si trasformino, e trasformino la nostra esistenza. Come Ovidio ho uno sguardo affettuoso verso di loro, non del poeta che conosce l’amore ma di chi ne comprende l’imprevedibilità».
Quanto è importante parlare d’amore in un’epoca storica così violenta?
«Il film non ha una funzione didattica, ma come qualsiasi altra opera d’arte aiuta a uscire da se stessi per incontrare gli altri, ad accettare grazie ai sentimenti di questi straordinari personaggi, che diventano una sorta di compagni di viaggio, il dolore di una storia che finisce ma anche lo stupore di un’altra che è pronta a nascere. A vedere la luce attraverso le crepe dell’esistenza umana. Per questo è importante vederlo nelle sale: condividere le emozioni con altre persone legittima le tue, che evaporano rapidamente quando si vede un film da soli sul divano di casa».
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