Prima i colpi di fucile contro le telecamere per accecare ogni occhio elettronico puntato sulla scena. Poi l’esplosione che ha squarciato il silenzio del paese e allertato le forze dell’ordine. Con apparente sangue freddo, i malviventi ieri notte hanno piazzato una carica esplosiva davanti alla cassa bancomat del Banco di Sardegna di via Umberto, nel cuore di Fonni, facendola saltare nel tentativo di impossessarsi del denaro. Un piano fallito, con la banda costretta alla fuga a mani vuote. Gli investigatori stanno ora cercando di capire se dietro l’assalto possa esserci la stessa banda che a marzo aveva colpito a pochi metri di distanza, quando un commando con un escavatore sfondò la vetrina della gioielleria Velari e scappò con la cassaforte.
Auto forzate
Secondo una prima ricostruzione, i banditi - almeno tre - potrebbero essere arrivati in paese a piedi, oppure c’erano da tempo o comunque dopo aver lasciato i mezzi in una zona non coperta dai sistemi di videosorveglianza. Una volta raggiunta la banca, mentre uno faceva da palo, avrebbero aperto il fuoco contro le telecamere esterne per poi entrare in azione con l’esplosivo. Il colpo alle 3 del mattino. Nonostante la detonazione, i malviventi non sono riusciti a impossessarsi del denaro. Prima della fuga avrebbero cercato di procurarsi dei veicoli: diverse auto parcheggiate sono state forzate. Una Giulietta è stata danneggiata, mentre una Fiat Punto grigia è stata rubata e utilizzata per la fuga. L’auto è stata ritrovata ieri dai carabinieri.
Chiodi sulle strade
Per ostacolare eventuali inseguimenti, la banda ha disseminato di chiodi le strade del paese. Nella parte bassa di via Umberto, ma anche davanti alla caserma dei carabinieri e lungo alcune direttrici in ingresso dell’abitato. La parte alta di via Umberto, in direzione Monte Spada e Desulo, è invece rimasta libera. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Fonni, quelli del Nucleo operativo e investigativo e gli artificieri che hanno avviato le indagini e raccolto ogni elemento utile. Determinanti potrebbero rivelarsi le immagini delle telecamere presenti nelle aree limitrofe alla banca, non tutte sono state messe fuori uso.
La rabbia della sindaca
Profonda l’amarezza dalla sindaca Daniela Falconi. «Siamo impegnati nell’organizzazione degli eventi estivi, con tutte le associazioni e i volontari che ogni giorno lavorano per il paese, e ci ritroviamo a fare i conti con episodi come questo. Sono esterrefatta. Quello che possiamo fare come amministrazione è continuare a chiedere un dialogo costante e una presenza più importante delle forze dell’ordine». Falconi respinge con forza quanto accaduto: «Non ce lo meritiamo. Fonni è una comunità sana, fatta di persone che lavorano e si impegnano per il bene comune. Respingiamo con forza questi attacchi balordi e chi li compie non merita di far parte della nostra comunità». L’episodio riporta a marzo, sempre in via Umberto. I malviventi presero di mira la gioielleria di Rosanna Velari, proprio di fronte alla banca. I ladri utilizzarono un mini escavatore prelevato da un cantiere per sfondare la vetrina e portare via la cassaforte. Poche settimane dopo, una coppia di anziani venne malmenata e rapinata delle armi in casa.
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