Il colpo

Fonni, assalto con la ruspa alla gioielleria 

Evitate le telecamere. Utilizzato un pick-up per la fuga. L’amarezza della sindaca: colpita la comunità 

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Fino ad ora ruspe e mini escavatori erano stati utilizzati solo contro bancomat o per sbarrare la strada negli assalti ai portavalori. Mai contro un negozio. Ieri notte, per la prima volta, la tecnica dei colpi spettacolari ha preso di mira una gioielleria, segnando un salto di qualità criminale inquietante. Vittima la gioielleria di Rosanna Velari, nel cuore di Fonni, proprio in via Umberto, davanti al Banco di Sardegna. I banditi però hanno ignorato l’istituto di credito.

Il colpo è stato messo a segno intorno alle 3.15. Una banda composta da almeno cinque persone ha sfondato la vetrina del negozio usando un mini escavatore con puntello, rubato a pochi metri di distanza, da un cantiere per la fibra ottica. Entrati nel locale, i malviventi hanno arraffato gioielli e preziosi e, con una rapidità impressionante, hanno sradicato la cassaforte ancorata a un muro, caricandola forse su un pick-up per dileguarsi. L’intero assalto è durato meno di dieci minuti.

Una banda organizzata

Secondo le prime ricostruzioni investigative, i ladri conoscevano molto bene la gioielleria. Tra le tre vetrine del negozio della via principale, hanno scelto con precisione proprio quella che custodiva la cassaforte, segno che qualcuno aveva osservato attentamente l’attività e i suoi punti deboli (a iniziare dal raggio delle telecvamere più vicine).Non si tratta di improvvisazione: la pianificazione e la rapidità dell’azione indicano un gruppo preparato e determinato. Appare molto diverso dal tentato furto al bancomat di Mamoiada, avvenuto poco meno di una settimana fa: allora l’azione sembrava opera di malintenzionati meno esperti. A Fonni, invece, la banda ha agito come un vero e proprio commando, con coordinazione e strumenti “adeguati”. Un colpo fulmineo.

Il bottino

Il bottino è ingente, ma ancora in fase di quantificazione. I ladri hanno portato via quasi tutto, cassaforte compresa. I Carabinieri hanno già avviato le indagini, coordinate dal pm Andrea Jacopo Ghironi, visionando le immagini delle telecamere per cercare di identificare gli autori. La rapidità della fuga e l’uso di un veicolo per trasportare la cassaforte evidenziano la professionalità. Anche perché piazzare sul mercato clandestino i gioielli presuppone una pianificazione anche nei giorni e nelle settimane successiva al colpo.

Reazione della comunità

La sindaca di Fonni, Daniela Falconi, ha visitato ieri la titolare della gioielleria e ha espresso tutto il suo disappunto: «Sono andata dalla signora Velari, non è la prima volta che le succede. Era distrutta. Mi dispiace tanto. Serve che si faccia luce su quanto accaduto. Tenere oggi un’attività aperta nei nostri paesi, con tutti i sacrifici che si fanno, è già difficile. Ma vedere tutto distrutto in un attimo colpisce chi subisce il furto e tutta la comunità», ha sottolineato, mettendo in luce come episodi del genere siano un danno economico e un colpo al senso di sicurezza.

Il colpo di Fonni rappresenta un precedente inquietante. Le tecniche più sofisticate della criminalità, finora limitate ai bancomat, vengono ora applicate a privati, con modalità rapide e spettacolari. L’uso dell’escavatore, la scelta mirata della serranda della cassaforte, la fuga organizzata in pick-up: tutti elementi che evidenziano come la banda avesse studiato nei minimi dettagli l’assalto.

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