Nuoro.

Fondazione Satta, strappo istituzionale 

I revisori dei conti denunciano l’estromissione dal controllo contabile 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Per mesi è rimasto sotto traccia, tra pec, divieti e intimazioni. Ora lo scontro diventa un caso istituzionale. Il collegio dei revisori dei conti della Fondazione Satta ha inviato alla presidente della Regione Alessandra Todde un durissimo verbale nel quale denuncia di essere stato estromesso dall’esercizio delle proprie funzioni di controllo contabile e contesta la nomina di aprile del nuovo organo di controllo, decisa dal Consiglio di amministrazione. Parla di spoils system, chiedendo l’intervento della Regione.

Ultimo atto

Il pasticcio nel passaggio da Consorzio a Fondazione. La Fondazione a febbraio ha pubblicato un bando per la nomina dell’organo di controllo e revisore dei conti.

Il bando dopo l’ultimo verbale dei revisori della Fondazione, nominati nell’ex Consorzio e composto da Raffaelina Denti, Anna Carta e Marcello Seddone, che raccomandavano, come già richiesto con precedenti verbali e pec, «la trasmissione di atti e iniziative legali intraprese per il recupero dei crediti verso i consorziati con riferimento ai comuni di Nuoro, Irgoli e alla Provincia, e per il recupero delle indennità commissariali corrisposte».

Un incarico per due

I revisori - non riconosciti dalla Fondazione - rivendicano la piena validità del loro mandato, iniziato nel 2024 e con scadenza a marzo 2027. Spiegano alla Regione di essere stati diffidati dalla Fondazione e da un avvocato dall’accedere ai locali e dal proseguire le attività di verifica. Si dicono in carica, ma nel mentre la Fondazione ha nominato un nuovo revisore, Giovanni Cheri. Posizione che il collegio respinge richiamando il principio di continuità amministrativa che ha accompagnato la trasformazione del Consorzio in Fondazione. Secondo il collegio, «nessuna norma, atto statutario o provvedimento formale avrebbe disposto la cessazione anticipata del loro incarico». Richiama il principio dalla Corte costituzionale: «Gli organi di controllo non possono essere soggetti allo spoils system, poiché la loro funzione deve restare indipendente rispetto agli organi amministrativi e politici».

Le diffide

A rendere la vicenda più delicata è il momento in cui si è consumato lo scontro. Le diffide sono arrivate durante la verifica contabile nel passaggio da Consorzio a Fondazione, quando il collegio stava svolgendo controlli sulla consistenza effettiva dei conti e sulla situazione patrimoniale trasferita al nuovo ente. Il collegio contesta l’avviso pubblico che ha preceduto la nomina di Cheri, ritenendolo «incentrato quasi esclusivamente sulla revisione legale e non sulle più ampie funzioni di vigilanza attribuite all’organo di controllo da codice civile e statuto». Chiede alla Regione una pronuncia formale sulla permanenza delle loro funzioni, e un intervento «ai sensi del Codice civile, che attribuisce all’autorità di vigilanza il potere di ispezione e annullare deliberazioni contrarie alla legge o allo Statuto».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?