Industria.

Fluorsid, la scure sui posti di lavoro 

Stop a tre linee produttive, a rischio 40 buste paga: colpa della crisi in Medio Oriente 

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Un altro pilastro del polo industriale di Macchiareddu scricchiola sotto i colpi della crisi globale. La Fluorsid, leader mondiale nella produzione di derivati del fluoro, ha annunciato un piano di ridimensionamento che – secondo i sindacati – rischia di trasformarsi in un punto di non ritorno per la fabbrica di Assemini.
La decisione è stata comunicata durante un faccia a faccia ad alta tensione tra la proprietà, rappresentata dall’azionista di maggioranza Tommaso Giulini (che è anche il presidente del Cagliari calcio) e dall’amministratore delegato Andrea Alessandro Muntoni, e i rappresentanti di Confindustria e delle sigle sindacali.

Geopolitica
Il cuore del problema? L’instabilità del Medio Oriente: la chiusura dello stretto di Hormuz e il bombardamento di raffinerie strategiche hanno reciso i legami con i mercati di sbocco a cui Fluorsid forniva materia prima. Giulini poi ha denunciato una concorrenza cinese aggressiva che ha reso impossibile mantenere gli storici livelli produttivi di fluoruro d’alluminio.

I numeri
L’impatto ad Assemini, che con i suoi 144 dipendenti diretti è il nucleo tecnico più importante del gruppo, sarà pesantissimo. Da metà giugno l’azienda fermerà tre delle sei linee produttive. La capacità dello stabilimento crollerà drasticamente: dalle abituali 100mila tonnellate annue si passerà a sole 40mila. Da qui un esubero strutturale di circa 40 dipendenti diretti. E l’indotto? Logistica e manutenzione vedranno i propri contratti dimezzati, a rischio decine di altri posti di lavoro.

Lo scontro
Il punto di rottura tra azienda e parti sociali non riguarda solo i tagli, ma soprattutto le modalità di gestione. Fluorsid ha annunciato l’intenzione di avviare trattative individuali per favorire «fuoriuscite volontarie» incentivate. Una strategia che ha scatenato la dura reazione di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil. I sindacalisti denunciano il tentativo di scavalcare l’interlocuzione collettiva e gli ammortizzatori sociali previsti per le crisi di settore. Per i sindacati la gestione individuale degli esuberi è inaccettabile: la prossima settimana le assemblee dei lavoratori decideranno quali iniziative di lotta intraprendere per difendere il futuro del polo chimico sardo.

Le reazioni
Il sindaco Mario Puddu esprime la sua preoccupazione: «Dopo l'ansia che sta creando la vertenza Bekaert, anche questa tegola non ci voleva. La Fluorsid è una delle aziende principali di Macchiareddu e mi auguro che questi attriti tra proprietà e sindacati si risolvano quanto prima, nell'interesse principale dei lavoratori. Non faremo mancare la nostra presenza e solidarietà». E Niside Muscas, consigliera di opposizione, ha commentato: «Tra le crisi di Bekaert, Tiscali e ora Fluorsid, il rischio di contraccolpi sociali per le famiglie è altissimo. Serve un segnale immediato dalle istituzioni per attivare strumenti di sostegno al reddito. Sebbene resti aperto e prioritario il tema degli impatti ambientali, l’attenzione alla salute non deve farci dimenticare chi oggi rischia il lavoro».

Dall’Azienda per ora nessuna replica. Si preferisce aspettare l’esito di un incontro previsto per oggi.

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