Dal carcere di Badu ’e Carros agli arresti domiciliari. È la decisione del gip del Tribunale di Nuoro, Giovanni Angelicchio, nei confronti di Battista Monni, 60 anni, arrestato venerdì notte a Siniscola con l’accusa di tentato omicidio. Dopo aver convalidato l’arresto, il giudice ha disposto per l’indagato i domiciliari, accogliendo in parte le richieste della difesa, rappresentata dagli avvocati Giuseppe Casu e Gianluca Sannio. Nel corso dell’udienza di convalida, Monni si è avvalso della facoltà di non rispondere, rendendo tuttavia dichiarazioni spontanee. L’uomo ha sostenuto di aver agito per difendersi da un’aggressione. Una versione che contrasta con l’impostazione accusatoria della Procura, rappresentata dal pm Andrea Jacopo Ghironi, che contesta a Monni il reato di tentato omicidio, oltre a lesioni personali e minacce aggravate.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri venerdì, Monni ha minacciato con un coltello da cucina, una lama di quasi 20 centimetri, il nipote e il cognato, Riccardo Farris e Natalio Salvatore Farris. La ferita più grave per Riccardo Farris, colpito a un fianco sinistro. L’esito più grave sarebbe stato evitato solo grazie alla reazione delle vittime che, al termine di una colluttazione, sono riuscite a disarmarlo, mentre Natalio Farris sarebbe rimasto ferito ad una mano. Prima dell’aggressione, Monni avrebbe minacciato gravemente la sorella Maria Grazia, per poi tornarsene nel piano di sotto dove è stato raggiunto da cognato e nipote. Qui sarebbero avvenuti la colluttazione e l’accoltellamento.
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