Una mezza apertura alle opposizioni sul Servizio sanitario nazionale con il rischio però di mettere in difficoltà il resto della maggioranza da sempre contrario, e una sponda ai cattolici attraverso l'obiezione di coscienza. La mediazione annunciata da Stefania Craxi a nome di Forza Italia sul disegno di legge sul fine vita si traduce in sei emendamenti depositati al Senato.
Da un lato, le novità aprono alla possibilità che un medico ospedaliero o di medicina generale possa accompagnare una persona nell'ultimo miglio di vita, gratis o in regime di intramoenia e cioè a pagamento e, dall'altro, mettono in chiaro come l'assistenza al suicidio «non possa rientrare nei livelli essenziali di assistenza», cioè quelle prestazioni che il Ssn è tenuto a dare. Modifiche che fanno dire però al centrosinistra che il risultato è «un pastrocchio», che «non sposta di un millimetro il problema e, anzi, suona come una farsa». Ma il clima è freddo anche in casa FdI e Lega, che scelgono il silenzio. Gli azzurri, invece, provano a rilanciare il disegno di legge e farlo uscire dalle sabbie mobili degli ultimi due anni, in linea con il nuovo corso del partito targato Marina Berlusconi. Obiettivo - al momento ardito - è «l'approvazione della legge entro la fine della legislatura», ribadisce la capogruppo forzista a Palazzo Madama.
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