Olbia.

Filiera del mare senza giovani 

Un settore con grandi potenzialità ma ha perso metà degli addetti 

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Pesca e acquacoltura al centro della Blue Economy, il press tour organizzato dal Flag Nord Sardegna ha raggiunto il suo obiettivo: accendere un faro su una filiera che unisce tradizione, lavoro, innovazione e tutela della biodiversità. Da San Teodoro a Stintino, passando per Olbia, la due giorni “Il mare che lavora. Il mare che accoglie” ha portato stampa e rappresentanti delle reti europee dei Flag alla scoperta delle realtà produttive costiere, rilanciando l’impegno dell’associazione per l’aggregazione tra operatori, innovazione tecnologica e la promozione del prodotto ittico locale, tracciabile e a chilometro zero.

Luci e ombre sono emerse soprattutto nella tappa olbiese, ospitata dallo stabulario del Consorzio Olbia Mitili. Lo storico comparto, che rappresenta una componente importante dell’economia locale, con una produzione di circa 40mila quintali di mitili all'anno, fa i conti con cambiamenti climatici e crescente domanda che si scontra con la riduzione della capacità produttiva e con la pressione sulle risorse. A Olbia gli effetti del clima hanno già lasciato il segno. «La temperatura aumentata di circa tre gradi negli ultimi anni, questa estate è salita ancora causando una perdita di circa 15mila quintali - ha spiegato Gianmario Degortes, presidente del Consorzio Olbia Mitili - una perdita con un impatto economico significativo, che rischia di ripercuotersi anche sulla disponibilità futura della semenza. Cerchiamo soluzioni e le strade che stiamo cercando di percorrere sono l’allevamento in profondità, l’utilizzo di aree più esposte e la diversificazione, inserendo prodotti come l’ostrica».

Riconversione

Proprio la diversificazione delle attività è una delle strategie indicate da Benedetto Sechi, presidente del Flag Nord Sardegna, per garantire alle imprese un reddito sostenibile. «È importante puntare alla riconversione e alla diversificazione. Per questo fondamentale è lo studio di piani specifici sull’acquacoltura, un settore con grandi potenzialità di crescita». Una strategia che deve essere accompagnata da educazione al consumo e valorizzazione della stagionalità. Il futuro della filiera passa anche dal lavoro. In dieci anni il settore ha perso quasi la metà degli addetti e l’età media degli operatori continua a crescere. «Anche nella formazione», sottolinea Degortes, indicando nella creazione di corsi di studio specifici uno strumento per avvicinare i giovani alle professioni del mare. Sul fronte della sostenibilità, il Consorzio Olbia Mitili sta sperimentando l’utilizzo di bioplastica biodegradabile per le reti di raccolta e si proietta alla futura sostituzione delle casse monouso in polistirolo. Il viaggio del Flag era iniziato a San Teodoro, con la visita alla Pischera e agli allevamenti di ostriche della Compagnia Ostricola Mediterranea, e si è concluso a Stintino, a bordo della Alex Mone imbarcazione da pesca che apre alle nuove frontiere dell'ittiturismo.

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