Il caso.

Festa di Sant’Efisio senza i buoi 

La dermatite bovina ferma il cocchio: statua portata in spalla o su un furgone 

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L’ufficialità verrà data solamente oggi, ma salvo sorprese non dovrebbe esserci alcuna deroga. Nemmeno per trainare il cocchio, come invece si ipotizzava fino a ieri. Si va dunque verso una Festa di Sant’Efisio senza buoi. Si attendeva da giorni un responso positivo da parte della Regione e dell’Asl dopo i casi di dermatite bovina nell’Isola, in particolare i tre focolai nel Sarrabus, tra Muravera e Villaputzu, che hanno imposto l’abbattimento di 190 capi e il divieto di spostare bovini nel raggio di 50 chilometri. Era stato chiesto anche un parere al ministero della Salute, ma alla fine non c’è stato tempo nemmeno per trovare un compromesso, anche perché un nuovo caso sospetto di un vitello di una mandria di Ballao di ieri avrebbe fatto saltare completamente il banco.

Le alternative

«Non c’è nulla di ufficiale, si saprà tutto in fase di presentazione», è l’unica frase trapelata dal Comune durante le lunghe riunioni tecniche di ieri in cui si è discusso inevitabilmente anche dell’utilizzo dei buoi o meno durante la processione in città. La conferma arriverà dunque questa mattina, durante la conferenza stampa di Palazzo Bacaredda: se non dovessero esserci i bovini, verrà comunicata anche l’alternativa per trasportare il Santo durante il pellegrinaggio.

Le opzioni sarebbero due. La prima è quella di trasportare il simulacro su una portantina caricata in spalla dai fedeli dell’Arciconfraternita del Gonfalone. Dovrebbe viaggiare in questo modo dalla chiesa di Stampace fino a viale La Plaia per procedere poi a bordo di un mezzo a motore da individuare, probabilmente un furgoncino. La seconda è di utilizzare proprio il furgoncino per tutti i quattro giorni della Festa. In entrambi i casi, occorrerà il via libera anche della Soprintendenza. «Stiamo valutando la soluzione migliore», ha dichiarato ieri il presidente dell’Arciconfraternita del Gonfalone, Andrea Loi.

«Il voto sarà sciolto»

Tra le due alternative, la più gradita all’Arciconfraternita sarebbe quella di trasportare a spalla Sant’Efisio sulla portantina, come tradizionalmente viene fatto anche a Nora. A prescindere dalla decisione finale, i preparativi vanno avanti. Oggi, alle 18, si svolgerà la cerimonia di vestizione del simulacro con la statua che sarà preparata con cura dai fedeli dell’Arciconfraternita del Gonfalone. Domani, alle 10, è in programma la cerimonia dell’ornamento con gli ori: collane, gioielli votivi e medaglie. Si tratta di uno dei passaggi più suggestivi con ogni oggetto che racconta un legame personale con il santo protettore. Alle 12 di domani, invece, ci sarà il momento solenne dell’intronizzazione della statua che però quest’anno non sarà trainata dai buoi, salvo sorprese delle ultime ore. Sicuramente non ci saranno le traccas, come già anticipato ieri. Ma, dettagli a parte, per i confratelli l’importante sarà celebrare Sant’Efisio.

«Non siamo preoccupati perché in un modo o nell’altro scioglieremo il voto anche quest’anno», ha aggiunto il presidente Andrea Loi, «la Festa di Sant’Efisio è sopravvissuta alla guerra e al Covid. Sopravviverà anche a questo». Proprio nel 1943, quando Cagliari fu devastata dai bombardamenti, e nel 2020, in piena pandemia, la statua del martire guerriero fu trasportata su un mezzo a motore. Questa volta è la dermatite a fermare i buoi, ma non la grande festa.

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