«Con l’inverno come ogni anno si osserva un aumento delle infezioni respiratorie virali acute: si stima a fine dicembre 2025 un totale di circa 6 milioni di infezioni in Italia. Inoltre il 40% dei casi il virus responsabile è quello dell’influenza, con una prevalenza del sottotipo A/H3N2 (ceppo o subclade K), in base ai dati del sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità», spiega Emilio Vallebona, direttore di Medicina Generale e d’Urgenza al Policlinico ‘Duilio Casula’ dell’AOU di Cagliari: «In Sardegna osserviamo una incidenza di 24 casi per 1000 abitanti, maggiore rispetto ad altre regioni, dato in relazione probabilmente alla minore copertura vaccinale. I sintomi dell’influenza sono febbre, mal di gola, tosse (spesso secca) e dolori muscolari diffusi; nella stagione 2025/26 stiamo osservando anche disturbi gastrointestinali (vomito e diarrea) e febbre bifasica, cioè che ritorna dopo un’apparente tregua di 48-72 ore».
«Molti casi si risolvono nel giro di una settimana», prosegue il medico, «sono possibili complicanze (polmoniti gravi), che portano spesso al ricovero ospedaliero, come stiamo osservando nel nostro Reparto di Medicina Generale e d’Urgenza nelle ultime 3-4 settimane. Le persone più a rischio di forme gravi sono gli anziani, i bambini sotto i 2 anni, le donne in gravidanza, gli immunodepressi e le persone affette da patologie croniche. L’influenza non va trattata con antibiotici, inefficaci sul virus, ma con farmaci sintomatici o antivirali specifici che abbreviano la durata dei sintomi; solo il medico è in grado di scegliere la terapia più idonea nel singolo caso».
«Per prevenire l’influenza bisogna evitare le occasioni di contagio», afferma Vallebona, «come i contatti con persone influenzate e il soggiorno in luoghi chiusi e sovraffollati; in questi casi è utile l’uso della mascherina. L’arma più potente nei confronti dell’influenza è la vaccinazione. Essa ha un’efficacia elevata (70-90%) nel prevenire la malattia e le sue complicanze. Poiché i virus influenzali vanno spesso incontro a mutazioni, l’immunità acquisita dalle vaccinazioni precedenti può essere meno efficace: i vaccini perciò vengono aggiornati ogni anno per la nuova stagione in arrivo. La vaccinazione annuale è raccomandata per le persone a rischio di forme gravi e per chi è impiegato in attività di soccorso, ed è consigliabile in tutta la popolazione perché riducendo la circolazione del virus contribuisce a proteggere i soggetti fragili».
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