Washington. Un «paranoico» ossessionato dalla «paura di essere licenziato», che beve troppo ed è spesso assente senza spiegazioni, rappresentando un rischio per la sicurezza nazionale. Il comportamento del direttore dell’Fbi Kash Patel sta creando allarme all'interno dell'agenzia in un momento delicato come quello della guerra in Iran, che espone l'America a nuovi rischi.
«Tutte falsità. Ci vediamo in tribunale. Portate il libretto degli assegni», ha detto Patel respingendo seccamente le ricostruzioni di The Atlantic sulla sua gestione dell'Fbi. Fa muro anche la Casa Bianca: lavorando insieme a Donald Trump ha fatto «crollare la criminalità ai livelli più bassi degli ultimi 100 anni. È una figura chiave nell’amministrazione», ha commentato la portavoce Karoline Leavitt.
I timori
All’interno dell’amministrazione però i timori su Patel e la sua abitudine di alzare il gomito non sono nuovi. Tutti sono al corrente delle sue sbornie al club privato Ned's di Washington o alla Poodle Room di Las Vegas, dove trascorre parte dei suoi fine settimana. Nell'ultimo anno, la sua scorta ha avuto in più occasioni difficoltà a svegliarlo perché appariva in stato di ebbrezza, e almeno una volta è stata chiesta l'autorizzazione a entrare con forza nella sua abitazione perché risultava irraggiungibile.
Nei giorni scorsi Patel, mentre si preparava a lasciare l'ufficio per il fine settimana, ha avuto difficoltà ad accedere al sistema interno dell'Fbi, andando su tutte le furie. La sua prima reazione è stata panico, poi è andato in giro per l'agenzia dicendo che era stato licenziato dalla Casa Bianca. In realtà si trattava di un semplice problema tecnologico risolto rapidamente.
La denuncia
L'episodio - riporta The Atlantic - è emblematico della sua paranoia di essere licenziato, della sua diffidenza nei confronti di tutti e del suo arrivare a conclusioni affrettate senza avere prove sufficienti. Il suo nome circola da tempo come uno dei possibili prossimi silurati del presidente. Secondo indiscrezioni, la sua testa sarebbe dovuta cadere subito dopo l'uscita della ministra della Giustizia Pam Bondi insieme a quella della direttrice dell'intelligence Tulsi Gabbard. Patel però per ora resiste nonostante le polemiche e i rimproveri del presidente.
Trump infatti lo ha sgridato pubblicamente nei mesi scorsi per il video virale che lo ritraeva tracannare una birra nello spogliatoio della squadra di hockey americana dopo la vittoria dell'oro alle Olimpiadi invernali. In un'altra occasione è finito nella bufera per aver annunciato, poco dopo la sparatoria all'università di Brown in dicembre, che l'aggressore era stato catturato. Il suo trionfalistico messaggio su X era stato smentito poco dopo, esponendolo a un pioggia di critiche. All'interno dell'Fbi molti si sono abituati al suo comportamento eccentrico, che include anche la sua frustrazione per il merchandising dell'agenzia, ritenuto «non abbastanza intimidatorio». Ma i timori serpeggiano sempre più evidenti visto il suo ruolo di primo piano nel difendere la sicurezza nazionale.
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