Serie A.

Fazzini: il Cagliari, Pisacane e la Nazionale 

«Le prime giornate sono un campionato diverso ma tutti questi punti sono meritati» 

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Dribbla gli avversari, non le responsabilità. Già si era capito quando ha scelto la maglia numero 10, lo ha confermato in campo. «È stata una scelta di responsabilità». Non cerca scorciatoie o frasi di circostanza, Jacopo Fazzini. Sa ciò che vuole e come andare a prenderselo. E sa bene che il Cagliari può essere un trampolino di rilancio per lui dopo un’annata complicata a Firenze. «Vorrei prendermi delle rivincite personali e sono pronto a difendere questo numero. Spero di non tradire le aspettative». Dopo un avvio esplosivo, è rimasto in panchina nell’ultima partita a Udine. Complice anche il forfait di Deiola, è pronto a riprendersi il posto nel cuore del campo e lancia la sfida alla Juventus. «Affrontiamo una delle squadre più forti, ma ce la vogliamo giocare a viso aperto come abbiamo fatto sinora contro chiunque».

Nel cuore del campo

In bilico tra il calcio e il tennis sino a quando aveva dodici anni. «Poi il pallone ha prevalso», racconta il neo rossoblù nato a Massa ma cresciuto a Viareggio, ospite ieri negli studi di Radiolina per la trasmissione “Il Cagliari in diretta”. «Nella mia famiglia c’è una grande tradizione tennistica, ma il calcio è sempre stata la mia passione più grande. Kakà mi ha fatto innamorare di questo sport. Adoravo poi il Barcellona di Xavi, Iniesta e Busquets». Guarda caso, Fazzini è un centrocampista. «È il ruolo che mi è sempre risultato più naturale fare. Quando da piccolo giocavo con gli amici, sono sempre stato sempre lì in mezzo. Mi piace stare nel vivo del gioco e toccare tanti palloni». Segni particolari: «Mi sento un centrocampista più tecnico, posso giocare come 8 o 10 in fase di possesso. Ho giocato anche come play davanti alla difesa. Mi piace giocare in tutti i ruoli in realtà».

Il Cagliari nel destino

In estate il passaggio dalla Fiorentina al Cagliari. «La chiamata rossoblù è stata quasi un segno del destino», ci scherza su Fazzini. «Mio bisnonno era stato un giocatore della Fiorentina, segnò tra l’altro il primo gol nella storia del club viola. Dopo quell'annata poi andò a giocare proprio a Cagliari. Me l’ha detto mia madre quando è arrivata la proposta del Cagliari. Eccomi qua anch’io, incredibile». Certo non si aspettava di partire così forte: «Finora sta andando bene. Le prime giornate sono sempre un campionato diverso. Abbiamo fatto un inizio che nessuno si attendeva, ma ci faremo trovare pronti alla ripresa. Sono state partite delicate e importanti, ma ce la siamo giocata a viso aperto con tutti. I punti ce li siamo meritati», tiene a sottolineare. «Sicuramente il gruppo è unito e sano». Umile e spavaldo allo stesso tempo, Fazzini lancia allo stesso modo la prossima sfida alla Juventus: «Giocheremo a viso aperto anche contro di loro. Appena rientreranno i nostri compagni delle Nazionali ci compatteremo tutti insieme. E riproveremo a fare risultato come l'anno scorso».

L’impatto con Pisacane

Laureato in Scienze Motorie, sogna di seguire - prima o poi - la scia azzurra di Romano e Maldini. «La Nazionale è un obiettivo che mi tengo», ammette, «mi stimola in tutte le partite ed è sicuramente importante». E la Nazionale passa inevitabilmente per il Cagliari dove vuole riscattare la scorsa (amara) stagione con la Fiorentina. «È stato un anno complicato per tutti, poi da ottobre in poi ho cominciato a giocare meno e nella seconda parte di stagione ho sempre giocato da subentrato. Ora voglio prendermi le mie rivincite». Stregato dal mondo Cagliari e da Pisacane in particolare. «È molto meglio di come me l’aspettavo», ammette. «Abbiamo stretto subito un legame speciale. Anche fuori dal campo ha saputo subito come prendermi. Penso sia difficile trovare un allenatore così preparato e con così tanti valori».

Una dedica speciale

Jacopo Fazzini si è subito inserito nel gruppo e nei meccanismi di Pisacane, ora cerca anche il primo gol con la maglia rossoblù. «Il gol è una di quelle cose che mi manca, ti dà consapevolezza e fiducia, ma non la vivo con pressione», puntualizza. «Sono sicuro che arriverà e spero il prima possibile». La dedica intanto è già pronta, è una dedica speciale. «La prima sarà sicuramente per mia sorella. Ogni gol sarà per lei. Mia sorella ha una malattia rara dalla nascita, lei è la mia forza. Tutto quello che faccio è per lei».

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