Corte d’assise.

Favoreggiamento della prostituzione: cinque condanne 

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Erano sospettati di aver convogliato in Sardegna i soldi sporchi derivanti dai traffici di droga, di esseri umani e dalla prostituzione che coinvolgevano delle gang di nigeriani sparse tra l’Isola, il Piemonte, il Veneto, la Lombardia e la Sicilia, raccolti a Cagliari per poi essere esportati illecitamente nascosti in bagagli con doppio fondo o nei manici dei trolley. Ieri al termine del processo che si è celebrato in Corte d’assise, i giudici hanno fatto cadere per tutti le accuse più gravi, condannando cinque giovani nigeriani per sfruttamento della prostituzione e altri reati minori, ma assolvendoli dall’accusa di tratta di esseri umani e associazione a delinquere. Il pm della Dda, Danilo Tronci, aveva chiesto per i principali imputati pene sino a 12 anni.

La Corte, presieduta dal giudice Giovanni Massidda, ha condannato a 2 anni Callistus Imo Emenike, un anno e sei mesi a John Okogwu e Ebere Joy Okonkwo, Sei mesi di reclusione, infine, per Adizatu Abrose Jude. Vari imputati erano assistiti dai legali Riccardo Floris, Roberta Putzu e Gianfranco Sollai. Un’altra parte di indagati era andata in abbreviato: la gup Manuela Anzani aveva condannato a 6 anni per “riduzione in schiavitù” Augustine Okunrobo, mentre aveva assolto dal favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e dallo sfruttamento della prostituzione Blessing Nosa. Altri 27 imputati, tutti nigeriani, erano accusati, invece, a vario titolo, di aver riciclato i soldi sporchi e di fare in sostanza gli “spalloni” (contrabbandieri del contante), raccogliendo le banconote che venivano poi nascoste e riportate in Nigeria. (fr.pi.)

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