Tortolì.

Farmaci per dimagrire senza scontrino fiscale 

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La Guardia di finanza di Arbatax ha avviato una serie di controlli per verificare il rispetto degli obblighi fiscali in un settore sempre più sotto osservazione, sospeso tra attività sanitaria e business legato ai farmaci dimagranti. Gli accertamenti hanno coinvolto strutture con sede a Tortolì e diverse succursali in attività sul territorio. Dall’incrocio tra dati informatici e documentazione fiscale emergerebbe un quadro allarmante: il 70 per cento dei compensi non risulterebbe dichiarato.

I post sui social hanno catturato l’attenzione delle Fiamme gialle di Arbatax: post, testimonianze e consigli condivisi dagli utenti. Secondo quanto trapelato negli ultimi giorni, sarebbe stato determinante l’impiego delle nuove tecnologie investigative. I militari avrebbero acquisito e analizzato i dati contenuti nei computer e nei macchinari in uso agli studi medici, strumenti in grado di registrare con precisione date, trattamenti e numero di prestazioni effettuate. Massimo riserbo sulle indagini: il tenente Leonardo Di Blasi conferma le azioni senza tuttavia fornire dettagli sui risultati e le identità dei centri finiti nei guai. Il conto dell’evasione sarebbe piuttosto pesante. Le somme segnalate all’Agenzia delle entrate supererebbero 300mila euro di ricavi non dichiarati, sottratti al Fisco.

Da quanto si apprende, solo 3 pazienti su 10 avrebbero ricevuto regolare fattura, mentre per gli altri sarebbe stato applicato il consueto “sconto senza ricevuta”. I farmaci più chiacchierati sono quelli contenenti molecole come semaglutide, liraglutide e tirzepatide, usate per diabete e obesità sotto controllo medico. Il problema nasce quando questi medicinali vengono trasformati sui social in una scorciatoia estetica. In cima alla lista dei farmaci più costosi e oggi più richiesti per dimagrire ci sono Semaglutide, Ozempic e il recentissimo Mounjaro o Zepbound. Sono i trattamenti più in voga perché possono favorire una perdita di peso significativa, ma hanno costi elevati e spesso sfondano il tetto di diverse centinaia di euro al mese, a seconda del dosaggio, della disponibilità e del mercato locale. (ro. se.)

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