Sempre meno esperti, sempre più improvvisati e ancora una volta costretti a scappare senza il bottino. Come già accaduto nel recente passato, nella notte tra giovedì e venerdì, è fallito l’assalto ai danni dello sportello automatico Atm di Mamoiada. Nella notte, tra le 2.55 e le 3.30, ignoti hanno cercato di sradicare il postamat dell’ufficio postale di piazza Europa, probabilmente l’intenzione era di manometterlo e inserire un ordigno nella parte posteriore. Qualcosa, però, è andato storto e i mlviventi sono stati costretti a desistere, fuggendo senza riuscire a portare via denaro.
La preparazione
Secondo una prima ricostruzione, i banditi, almeno due, avrebbero oscurato la telecamera puntata sullo sportello di prelevamento automatico agganciandolo a un’auto nel tentativo di strapparlo dal muro, anche con degli attrezzi da scasso per facilitare il tentativo. La struttura metallica, però, ha resistito all’assalto: è stata danneggiata solo la parte esterna in plastica, mentre il denaro è rimasto nei cassetti. I carabinieri hanno avviato le indagini acquisendo le immagini delle telecamere della zona. La strada è stata cosparsa di chiodi per rallentare le pattuglie.
Paura per i disservizi
Si tratta del terzo episodio in un arco di tempo relativamente breve, un’escalation che continua a mettere fuori uso un servizio essenziale per la comunità. In un precedente assalto il postamat era rimasto inutilizzabile per un anno. Il sindaco Luciano Barone teme che questo ennesimo episodio possa tradursi in un ulteriore disservizio (Poste annuncia che già da martedì riaprirà l’ufficio) e ha condannato l’accaduto, definendolo un gesto di «cialtroneria criminale, che colpisce soprattutto le fasce più fragili come i nostri anziani».
Poste sottolinea che l’allarme è scattato immediatamente grazie ai sistemi di sicurezza e alla sala di controllo attiva 24 ore su 24, con una sirena a sintesi vocale e l’allerta alle forze dell’ordine. «L’episodio – aggiunge Poste – dimostra l’efficacia degli investimenti in sicurezza, come i sistemi antieffrazione, casseforti temporizzate e dispositivi come la cosiddetta “ghigliottina”, che impedisce l’introduzione di esplosivi all’interno dell’Atm».
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