Gallura.

Export di marijuana: sulle tracce dei soldi 

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Tracciamento del denaro trasferito in Gallura per i pagamenti della marijuana prodotta nel nord est dell’Isola ed “esportata”. È il nuovo filone di indagine della Procura di Tempio collegato alle attività seguite alla individuazione di piantagioni di Cannabis. Gli accertamenti riguardano la cessione di tonnellate di marijuana a soggetti che hanno preso in carico la droga per la distribuzione nella Penisola. Il procuratore facente funzioni di Tempio, Alessandro Bosco, ha in carico diversi fascicoli con decine di indagati, ma ora l’obiettivo è seguire il denaro sino alla destinazione finale. Da almeno due anni la Procura di Tempio e quella di Treviso si occupano di un carico di denaro, quasi 300mila euro, sequestrati a un camionista sardo partito da Olbia e fermato in Veneto dalla Guardia di Finanza. I soldi erano all’interno di pacchi, banconote da 50 euro, da 10, da 100 da 200, e anche da 5 euro. Episodi come questo ora potrebbero assumere un nuovo significato per eventuali collegamenti con la massiccia produzione di marijuana gallurese. Nel frattempo il Tribunale del Riesame di Sassari ha rimesso in libertà i cugini di Buddusò, Giovanni Antonio e Andrea Pudda, indagati per una piantagione nelle campagne di Luras. Per loro, difesi dal penalista Antonello Desini, è stato disposto l’obbligo di firma.

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