Vertenza.

Ex Bekaert, 40 milioni per ripartire 

Nuova Icom acquisirà lo stabilimento entro il 15 ottobre e assorbirà i 150 dipendenti 

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«Una crisi che si trascina da tanto tempo è stata gestita, questo è un momento importante per la Sardegna». Così la presidente della Regione Alessandra Todde che ieri, con l’assessore all’Industria Emanuele Cani e l’amministratore unico della Nuova Icom Alessandro Calledda, ha illustrato il progetto di reindustrializzazione dello stabilimento ex Bekaert di Macchiareddu.

Il piano

Piano che, mentre la multinazionale lascia la Sardegna e il Paese, prevede l’acquisizione del polo produttivo proprio da parte di Nuova Icom, azienda sarda specializzata in impiantistica, «in crescita e con necessità di manodopera qualificata», da qui la scelta di reintegrare tutti i 150 lavoratori ex Bekaert e addirittura di procedere con cinquanta nuove assunzioni. L’acquisizione dovrà chiudersi entro il 15 ottobre e l’investimento complessivo è di circa quaranta milioni di euro. Passerà un po’ di tempo prima della ripartenza ma, nel frattempo, ha chiarito Calledda, «noi puntiamo a far tornare al lavoro subito gli addetti nelle nostre produzioni nelle officine del Porto canale, mentre riqualificheremo lo stabilimento per la nuova produzione. I lavoratori hanno competenze altissime e grande cultura del lavoro e puntiamo in poco tempo ad assumerne anche oltre i 50 nuovi previsti». Di cosa si occupa Nuova Icom? «Noi costruiamo strutture sottomarine per l’estrazione di gas e siamo fra i soli quindici al mondo in questa produzione, avendo clienti come Saipem, Eni, Total e la norvegese Equinor – ha spiegato l’amministratore unico – ci servono saldatori, carpentieri e tecnici metalmeccanici superiori e stiamo sviluppando una sorta di academy per trovarl i sul territorio sardo».

Da parte sua, la presidente ha ricordato di essere al ministero dello Sviluppo, nel 2019, quando Bekaert annunciò la chiusura dello stabilimento toscano, mentre quello di Macchiareddu che produceva componenti metallici per pneumatici (steel cord) era considerato un’eccellenza. «Ora noi abbiamo trovato una realtà in espansione come la Nuova Icom – ha sottolineato – come Regione, puntiamo ad avere una politica industriale che accompagni imprese come questa e aumenti l’occupazione e per questo abbiamo già finanziato un piano di formazione da tre milioni di euro per i lavoratori ex Bekaert e puntiamo presto ad attirare altri grandi gruppi per lanciare nuove filiere produttive».

L’assessore

«Nuova Icom è una realtà che ha oltre mille lavoratori – ha dichiarato Emanuele Cani - che lavora su più siti e con le produzioni già attive nel Porto Canale, che punta a diventare un vero hub e a creare una nuova filiera dimostrando che in Sardegna si può fare buona industria». Già nei prossimi giorni, ha annunciato, «renderemo noti nuovi risultati, una vertenza storica che sta per risolversi e che dimostra ulteriormente come in Sardegna sta per nascere una nuova industria».

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