Polemica.

«Eventi, è ora di fare squadra» 

Obinu: andiamo al seguito di Cabras e impariamo dal comitato Sacro Cuore 

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I grandi nomi non ci saranno neanche stavolta. E a parte qualche serata isolata, l’estate oristanese sembra lontana dal proporre un ricco cartellone. «Se non riusciamo a fare da traino, andiamo almeno al seguito di Cabras che, da qualche anno, riesce a proporre eventi di alto livello». Maria Obinu, consigliera comunale dei Progressisti, nell’ultima seduta ha lanciato un’idea su cui subito si è acceso un dibattito: un paternariato fra Comuni per cercare di proporre un’offerta degna di una città capoluogo.

Il dibattito

In Aula anche il consigliere Francesco Federico ha evidenziato che al di là della finale di Miss Italia, l’agenda popone ben poco. «È inevitabile visto che non c’è stata nessuna programmazione – ribadisce Obinu – eppure abbiamo tanti esempi, tre giorni fa il comitato Sacro Cuore ha organizzato un festival di successo e hanno fatto tutto da soli. Forse dobbiamo iniziare ad aggregarci a comitati, associazioni e altri Comuni». Il collega Massimiliano Daga evidenzia anche un altro aspetto: «Abbiamo l’Area grandi eventi di Torregrande ma non è mai stata utilizzata – sostiene – è possibile organizzare eventi di livello, ma serve una visione e bisogna anche saper rischiare. Siamo il Comune capoluogo e spesso stiamo a guardare».

Le criticità

L’assessore agli Spettacoli, Antonio Franceschi sorride. «A chi non piacerebbe organizzare grandi spettacoli ma bisogna fare i conti con le risorse – sottolinea – È vero che gli eventi di Cabras sono di un certo livello ma il Comune non è certamente da solo nell’organizzazione e nella promozione. Hanno a disposizione somme importanti rispetto a noi». Si tira in ballo la programmazione e la mancanza di idee. Da queste parti anche il Comitato cultura, braccio consultivo della Fondazione Oristano, che si dovrebbe occupare di promozione e spettacoli, si è arenato: il presidente si è dimesso da oltre un anno e da allora tutto è rimasto fermo. «Ma non sarà un’estate priva di eventi - assicura l’assessore – sono già in programma cinque serate di musica fra Oristano e Torregrande, ancora balli in piazza il martedì e il giovedì. Nei prossimi giorni definiremo altri aspetti». Franceschi infine promuove l’idea di una collaborazione con altre amministrazioni. «Lo stiamo già facendo per gli eventi sportivi, è un modello che si può replicare anche in altri settori».

Pochi spazi

Sulla carenza di spazi punta Salvatore Corona, anima di Dromos. «Noi a Oristano ci accontentiamo di piazza Cattedrale che, pur essendo bella e accogliente, non può ospitare oltre un certo numero di persone – sostiene - Cabras è fortunata perché ha un anfiteatro naturale come Tharros. Di certo è interessante la prospettiva di fare rete fra Comuni, pensare a una programmazione più ampia e capire quali sono le formule più adatte». Nel frattempo l’estate 2026 scivolerà senza effetti speciali ma con una prospettiva diversa per il futuro.

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