Question Time.

«ET cambierà la vita delle persone» 

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«Due giorni fa ho visitato in Sardegna il sito candidato dall'Italia ad ospitare Einstein Telescope, il telescopio di terza generazione più innovativo del mondo. L’Italia è in campo con 1 miliardo e 200 milioni di cui 300 arrivano dalla Regione con una strategia chiara: valorizzare i punti di forza e lavorare perché diventi una realtà in Sardegna, per rafforzare il tessuto produttivo con una sfida di respiro internazionale che porterà nuovo lavoro e sarà un’infrastruttura destinata a cambiare la vita delle persone». Lo ha detto in question time in Senato, rispondendo al gruppo di Forza Italia, la ministra dell'Università Anna Maria Bernini, che ha ringraziato la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde e indicato nella collaborazione tra Italia e Germania la chiave per portare avanti il progetto.

«L'Einstein Telescope è una sfida scientifica straordinaria e il lavoro che il ministro Anna Maria Bernini sta portando avanti per sostenere la candidatura italiana è fondamentale. Con determinazione, visione e una grande capacità di costruire relazioni istituzionali e scientifiche, il ministro ha impresso un’accelerazione decisiva a un progetto strategico per il nostro Paese e non solo. La visita a Sos Enattos, insieme al ministro sassone Gemkow e alla presidente Todde, conferma un impegno concreto che va ben oltre le dichiarazioni di principio. Bernini sta dimostrando che l'Italia può ambire a giocare da protagonista nelle grandi sfide della conoscenza e dell'innovazione globale. È un lavoro di cui il Paese deve essere orgoglioso». Lo dichiara Pietro Pittalis, deputato di Forza Italia.

Intanto al question time la ministra ha parlato anche dei finanziamenti alle Università: «Gli atenei hanno avuto aumenti non tagli: il fondo di finanziamento ordinario aumenta a 9,5 miliardi e dal 2023 gli investimenti sulla ricerca sono stati poderosi, pari a 11 miliardi che abbiamo reso strutturali con un piano strutturale e bandi sicuri che avranno un loro inizio e una graduatoria il 30 settembre. Tutto questo renderà certa la ricerca, una programmazione che per la prima volta - in passato spesso a costo zero - lavora in anticipo. Abbiamo finanziato 230 progetti di ricerca con oltre 260 milioni e rafforzato il sistema delle chiamate dirette, ben 1040, per 52 milioni poste in essere dagli atenei. Abbiamo infine destinato in questa legge di bilancio altri 12 milioni per le chiamate dirette. La ricerca si rafforza investendo in strumenti e infrastrutture mentre in passato ci sono state solo riforme a costo zero».

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