Un giorno credi di essere giusto e di essere un grande uomo, in un altro ti svegli e devi cominciare da zero. Chissà quante volte ha ascoltato e cantato la canzone di Edoardo Bennato, origini e cuore partenopei come lui, senza dar troppo peso alle parole, magari. Da oggi Sebastiano Esposito, grande appassionato di musica oltre che di calcio, se le sente addosso. Dopo la “fuga” dal ritiro di Ponte di Legno sembrava destinato e pronto a trasferirsi in un top club, il suo nome era stato addirittura accostato al Napoli, al Como e all’Atalanta, quindi al Marsiglia in Francia e al Valencia in Spagna, infine al Torino e al Genoa. Alla fine, giocherà nel Sassuolo, che non gli potrà dare una visibilità europea e nemmeno quella piazza calda di cui aveva detto di aver bisogno per caricarsi in una recente intervista, ma l’ingaggio da 1 milione e 700mila euro che aveva chiesto al Cagliari sì, quello sì. E in fondo, va bene così. Per tutti.
Il compromesso
Proprio ieri è scaduto il secondo certificato medico per «stress emotivo e ansia», curiosamente oggi l’attaccante campano svolgerà le visite mediche per l’attività agonistica a Villa Stuart per poi raggiungere i nuovi compagni in Emilia, dove dovrà ritrovare una condizione atletica quantomeno accettabile (non ha mai smesso di allenarsi dal fatidico 1° agosto, ma un conto è farlo da solo, ben altro con la squadra). L’intesa tra i due club è stata trovata attraverso uno scambio di prestiti. Il Sassuolo pagherà subito 1 milione, ne dovrà versare poi 11 (più il 15% sulla futura rivendita) se vorrà riscattarlo a fine stagione. Intanto, Esposito ha firmato un contratto sino al 2031 (un anno più quattro).
Il neo rossoblù
In questo modo, sbarca nell’Isola Riccardo Ciervo, attaccante esterno classe 2002 reduce da una buona stagione in Serie B con la maglia del Cesena. In questo caso il diritto di riscatto è fissato a 3 milioni. Un profilo che ha da subito trovato il gradimento di Pisacane, al di là dell’esigenza di chiudere il prima possibile la vicenda Esposito. Di proprietà del Sassuolo dal 2022, non ha mai esordito, però, con i neroverdi che lo hanno sempre girato in prestito per farsi le ossa nei cadetti, tra Frosinone, Venezia, Sudtirol, Cosenza e Cesena, dove ha fatto lo step che ha convinto i dirigenti rossoblù a puntarci dopo che è stato messo sul tavolo della trattativa dal Sassuolo, più o meno all’improvviso.
Un fulmine a ciel sereno
E se il caso Esposito si è trascinato più del previsto, la cessione di Gabriele Zappa al Verona è un fulmine a ciel sereno. Il difensore monzese (era diventato peraltro il vice capitano) saluta l’Isola dopo sei stagioni vissute intensamente. Nel Cagliari aveva la strada sbarrata da Zé Pedro, ha così ceduto al corteggiamento del Verona, nonostante la categoria inferiore, dove si trasferisce in prestito con diritto di riscatto (a 2 milioni) che diventerebbe obbligo in caso di promozione dalla B alla A della squadra gialloblù (che sta ingaggiando anche Luca Mazzitelli). Un’uscita importante, non solo dal punto di vista tecnico. Va via un altro pezzo prezioso dello zoccolo duro rossoblù, ridotto all’osso dopo l’ennesima rivoluzione (il più longevo, dopo Deiola, è ora Adam Obert, giunto a sua volta alla sesta stagione nell’Isola). Al posto di Zappa potrebbe arrivare il 31enne Pasquale Mazzocchi, in esubero al Napoli e nel mirino del Cagliari già all’inizio della sessione estiva.
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