Rieti

Esplosione uccide madre e figlio 

Tre anni fa un disastro identico nella stessa fabbrica di fuochi d’artificio 

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Rieti. Il boato, udito a chilometri di distanza. Poi le fiamme e il crollo. Una tragedia che si ripete, a tre anni di distanza da un incidente fotocopia avvenuto negli stessi luoghi. A Torano di Borgorose, comune della provincia di Rieti al confine con l’Abruzzo, un’esplosione in una fabbrica di fuochi d’artificio - la Pirotecnica Mattei - ha causato la morte di due persone, madre e figlio: Simone Colle di 30 anni e Teresa Tozzi di 60. Quando i vigili del fuoco e il 118 sono arrivati la casupola, dove Colle stava trattando i materiali, era rasa al suolo e avvolta dalle fiamme. La mamma era andata nel laboratorio a portargli la colazione, anche se gli inquirenti non escludono che anche lei collaborasse stabilmente con la Pirotecnica Mattei. Feriti, ma in modo non grave, altri due dipendenti: non si trovavano nelle immediate vicinanze.

Sopralluogo

Sulle cause dell’esplosione indagano la Procura di Rieti e i carabinieri. Il pm di turno, Rocco Gustavo Maruotti, dopo un sopralluogo con il procuratore capo Paolo Auriemma ha disposto i primi accertamenti, tecnici e autoptici, e aperto un fascicolo per omicidio colposo e disastro colposo. Proprio lì, il 28 luglio 2023, un’esplosione era costata la vita a Franco Colle, 59 anni, e ai figli Anna, 32, e Claudio, 25, che confezionavano abusivamente fuochi d’artificio per conto della Pirotecnica Mattei. Anna e Claudio erano i cugini di Simone Colle, figli di due fratelli, tutti originari della vicina Avezzano. Nel giugno del 2025 i fratelli Fabrizio e Gaetano Mattei, titolari della Pirotecnica, patteggiarono quattro anni ciascuno nel processo per detenzione di materiale esplodente in un sito non autorizzato, caporalato e morte come conseguenza di altro reato. Poi la ditta venne dissequestrata e riottenne la licenza di produzione e vendita di fuochi d’artificio.

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