La lectio magistralis.

Esemplari “Prendas Torradas”: Antonio Porru e Gabriella Locci 

I “Dialoghi” di Maria Antonietta Mongiu e Francesco Muscolino 

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Questa sera, alle 18, la Basilica di San Saturnino a Cagliari ospita il secondo appuntamento dei “Dialoghi di archeologia, architettura, arte e paesaggio” dedicato a “Prendas Torradas”. Curato da Maria Antonietta Mongiu e Francesco Muscolino, l'incontro vede protagonisti due artisti di rilievo nel panorama contemporaneo isolano: Antonio Porru e Gabriella Locci, in dialogo con l'architetto Alessandro Sitzia, funzionario dei Musei nazionali di Cagliari, e con la critica d’arte Alessandra Menesini, componente del direttivo dell’associazione Amici dei Musei nazionali di Cagliari.

«L’uomo di oggi»

Originario di Sanluri (classe 1950), il pittore, scultore e ceramista aveva esposto i suoi lavori nella chiesa in piazza San Cosimo già quattro anni fa. Con la mostra “Apostoli“ (da novembre 2021 a gennaio 2022), a cura del Museo archeologico di Cagliari, aveva portato 90 opere realizzate nei primi anni Venti del secolo. Quattro di quelle opere, donate nel 2023 ai Musei nazionali sono oggi allestite nella Pinacoteca della Cittadella dei Musei. «La sua poetica» osserva Mongiu, «rappresenta l'uomo contemporaneo in uno spazio neutro, privo di sottolineature psicologiche o esistenziali, nel tentativo di recuperare quella dimensione umana che la civiltà consumistica ha reificato». Della donazione fa parte «un gruppo tematico riunito in un'opera con dodici ritratti, una sorta di evocazione moderna della tradizione dei Retabli». Nella sua bottega di Sanluri, Porru produce anche ceramiche, rivendicando «il ruolo di artista-artigiano che maneggia la matericità come luogo metamorfico: la facciata dello spazio è sintesi di graffitismo, arte di strada, muralismo e arte pubblica».

Idee e linguaggi

Gabriella Locci, seconda protagonista dell’incontro, ha donato ai Musei Nazionali un corpus di tre opere stampate su carta nepalese in formato 112x100: “Catastrofe 21”, “Catastrofe 22” e “Catastrofe 24”. Una testimonianza della grande esperienza dell’artista cagliaritana, e dell’evoluzione della sua padronanza delle tecniche incisorie. Uno stile «innervato da robusti rapporti con la tradizione dell’Isola e con importanti istituzioni internazionali». Locci, che vive e lavora nel capoluogo, «ha esplorato diversi linguaggi artistici, portando l'incisione verso traiettorie inaspettate». Ha realizzato progetti darte pubblica nella Piazza D’Arte a Quartu Sant’Elena e nel quartiere del Favero a Cagliari. È stata parte attiva delle riviste Thélema e Plexus e, insieme con Dario Piludu, ha fondato Casa Falconieri, centro di sperimentazione e ricerca in dialogo con gruppi artistici di diversi paesi europei.

La scena sarda

L'incontro di questa sera, ospitato in uno degli edifici paleocristiani più antichi del Mediterraneo, conferma la vitalità della scena artistica sarda contemporanea e il ruolo della basilica come interfaccia tra passato, presente e futuro.

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