L’emergenza.

Esche avvelenate, allarme per i cani: «Rischi altissimi» 

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Fra Bonaria e Monte Urpinu è allarme esche avvelenate. Polpette contenenti sostanze tossiche, ma anche veleno in polvere o in cristalli di colore blu sparso per terra.

Una trappola mortale per gli animali, in particolare (ma non solo) i cani. I primi casi risalgono a fine dicembre, nei giardini Enrico Boi (sotto la chiesa dei Santi Martiri Giorgio e Caterina) e nell’area cani tra via Scano e via Pessina, ora le segnalazioni stanno aumentando in maniera preoccupante.

Le esche sono apparse in punti vicini fra di loro: piazza Maxia, via Arezzo, il parco di via Cagna, via Fracastoro, via Malpighi, via Fermi, via Fleming, un cortile privato e vicino a un asilo. Troppi perché sia una casualità.

«È un fenomeno molto più intenso del solito ed è preoccupante che le esche siano differenziate, con sostanze velenose di diverso tipo», l’allarme di Leila Delle Case, responsabile territoriale dell’associazione nazionale Earth Odv, che si occupa di tutela giuridica della natura e dei diritti animali. «Sono state trovate con metaldeide ma pure un topicida, che dà effetti a distanza di giorni ed è molto pericoloso».

Il caso

Nelle scorse settimane, nella zona, è già morto un cane per sospetto avvelenamento, mentre almeno altri due sono stati salvati dai veterinari. Il tutto mentre cresce la preoccupazione dei padroni dei cani che vivono fra Bonaria e Monte Urpinu.

È caccia ai responsabili: «Ricordo che avvelenare un animale è un reato ed esiste un’ordinanza ministeriale ben precisa su come trattare questi casi», ricorda Delle Case. «Abbandonare veleni o sostanze tossiche è un grosso rischio anche per gli umani, soprattutto i bambini, e causa seri danni all’ambiente. Bisogna contattare subito il veterinario se l’animale ha ingerito l’esca, evitando metodi fai da te. Mentre, se si nota qualcosa di sospetto, non va gettato nei rifiuti né maneggiato ma segnalato, chiamando sul posto le forze dell’ordine».

L’associazione Earth si sta muovendo in maniera concreta: «Presenteremo una denuncia, i nostri legali sono al lavoro. E stiamo inviando una lettera a sindaco e assessore competente, perché intervengano subito».

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