Agroalimentare.

Enoturismo, la scommessa dell’Isola 

Al Vinitaly debutta il progetto Res per valorizzare territori ed eccellenze del vino 

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Numeri che farebbero ingolosire chiunque: un fatturato annuo da 2,9 miliardi di euro e oltre 13 milioni di appassionati fanno dell’enoturismo uno dei settori più promettenti per l’Italia e l’Isola. I dati dell’Osservatorio nazionale del Turismo del Vino 2024 di Nomisma e del Report sull’Enoturismo di Ismea confermano il valore di un mercato in crescita che apre nuove opportunità anche per la Sardegna, dove il potenziale è ancora in larga parte da strutturare.

La strategia

È in questo contesto che nasce la Rete Enoturismo Sardegna (RES), progetto pilota finanziato dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione, che sarà presentato per la prima volta a livello nazionale a Verona in occasione del Vinitaly 2026, il 15 aprile nello spazio istituzionale regionale.

All’evento di presentazione prenderanno parte: Luigi Cau, presidente della Rete Enoturismo Sardegna RES, Chiara Astolfi, Direttrice di Destinazione Romagna, e Fausto Faggioli, Presidente della Commissione Nazionale Turismo della CIM – Confederazione Italiani nel Mondo.

Gli obiettivi

Il progetto si sviluppa come un vero e proprio circuito diffuso su scala regionale, che attraversa territori tra loro diversi per caratteristiche paesaggistiche, identità culturale e tradizioni enogastronomiche. Dalle aree costiere a quelle interne, la rete valorizza questa diversità come elemento distintivo, costruendo un’offerta integrata in cui ogni territorio contribuisce con le proprie specificità. L’insieme di queste esperienze rappresenta il valore dell’offerta RES, capace di raccontare la Sardegna nella sua pluralità e autenticità.

Un ulteriore elemento di rilievo riguarda la dimensione sociale del progetto: in un contesto spesso segnato da individualismi tra operatori e imprese, la Rete Enoturismo Sardegna introduce una forma associativa che favorisce collaborazione, condivisione di competenze e crescita comune, contribuendo a superare alcuni dei principali ostacoli allo sviluppo del settore. Per la prima volta, dunque, si sta costruendo una rete che nasce dal basso e unisce realtà diverse per dimensione e produzione in tutta la regione.

Futuro

L’obiettivo è duplice: da un lato creare nuove opportunità di reddito per le imprese vitivinicole, dall’altro contribuire alla destagionalizzazione dei flussi turistici, ampliando l’attrattività della Sardegna oltre il turismo balneare.

Tra le attività di progetto già avviate: percorsi di formazione per gli operatori, azioni di animazione territoriale e iniziative di confronto internazionale.

La partecipazione al Vinitaly rappresenta il primo momento di presentazione del progetto e un passaggio strategico per posizionare la Sardegna all’interno dei circuiti dell’enoturismo, avviare confronti e nuove relazioni e costruire partnership.

Il percorso proseguirà sino a novembre con l’obiettivo di consolidare il modello entro il 2026 e ampliare progressivamente la rete, mantenendo un approccio selettivo orientato alla qualità dell’offerta.

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