Bruxelles. Aiuti di Stato per i settori più esposti alla crisi, più coordinamento sulle riserve di gas e petrolio e riduzione delle accise sull'elettricità. La Commissione europea affida al piano “AccelerateEU” la prima risposta all’impennata dei prezzi dell'energia: un elenco di misure di sostegno «sia immediate che strutturali», ha sintetizzato Ursula von der Leyen, «a beneficio di cittadini e imprese».
La Commissione stima che la crisi sia già costata 24 miliardi di euro extra in 50 giorni per le importazioni di combustibili fossili, con prospettive negative anche in caso di pace rapida. In attesa del nuovo quadro sugli aiuti di Stato, ancora in consultazione, si punta a misure nazionali mirate e temporanee: sostegni al reddito, interventi sui prezzi e incentivi fiscali. Tra le azioni immediate figurano voucher energetici, trasporti pubblici più accessibili e incentivi per pannelli solari e batterie, mentre viene escluso l’obbligo di telelavoro.
A maggio è attesa una riforma fiscale per ridurre la tassazione sull’elettricità rispetto al gas. Una tassa europea sugli extraprofitti appare difficile per mancanza di unanimità, ma resta possibile a livello nazionale. Centrale resta la transizione green e l’indipendenza energetica, senza ritorni al gas russo. Preoccupano infine le forniture di carburante, soprattutto per l’aviazione.
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