In Sardegna il sangue è una presenza tanto preziosa quanto insufficiente. Il fabbisogno regionale supera stabilmente le donazioni raccolte, rendendo necessario il ricorso a scorte provenienti da altre regioni. A fronte di un fabbisogno di circa 110mila unità all’anno, le donazioni si fermano infatti intorno alle 88mila: un divario che costringe l’Isola a importarne oltre 30mila per garantire le cure essenziali.
È in questo contesto che si inserisce “Donare Speranza”, un progetto educativo giunto alla sua seconda edizione e presentato ieri nell’aula Thun dell’ospedale Microcitemico. L’iniziativa ha visto come protagonisti gli alunni della sezione B della scuola dell’infanzia di Poggio dei Pini di Capoterra, piccoli ambasciatori chiamati a seminare consapevolezza dove il bisogno è più urgente.
La fiaba di Emogatto
Fiabe, canzoni, disegni e giochi interattivi. Il tema della donazione è stato affrontato attraverso il Service learning , una metodologia che unisce l’apprendimento all’impegno civico, accompagnando i bambini in un percorso fatto di esperienze, emozioni e narrazione. Al centro della didattica la storia di “Emogatto”, un gatto donatore che salva il principe Micetto. Ma poiché un solo eroe non basta, nel corso dell’anno è nata la comunità solidale dei “Cavalieri della Tavola Emotonda”, ospitata simbolicamente nel Castello di Gattolandia. «La narrazione ci ha permesso di accompagnare i bambini in un percorso e un argomento così complesso come quello della donazione – racconta l’insegnante Marina De Luca –. Un tema apprezzato molto nella scorsa edizione e per cui i bambini per primi hanno espresso la necessità di avere un continuo della storia». Il messaggio finale è una sintesi perfetta del progetto: «Ogni goccia conta».
I numeri dell’emergenza
La portata del problema è stata illustrata con chiarezza da Susanna Barella, direttrice della Struttura di microcitemie e anemie rare: «La Sardegna consuma ogni anno circa 110 mila unità di sangue, ma ne raccoglie molte meno, ed è costretta a riceverne oltre 30mila da fuori regione. Una parte importante di queste è destinata ai pazienti talassemici: abbiamo circa mille persone che dipendono dalle trasfusioni per vivere». L’incidenza della talassemia è il fattore che rende il sistema sardo costantemente sotto pressione. «Sono circa mille i pazienti affetti da talassemia trasfusione-dipendente nell’Isola – spiega la dottoressa –, per i quali servono tra le 45 e le 48mila unità di sangue ogni anno». Solo a Cagliari si contano 496 pazienti Tdt, con oltre 12mila accessi trasfusionali annui e un fabbisogno di circa 23mila unità.
«È un carico difficile da reggere – ha concluso la direttrice – ma la cultura della donazione, partendo così da lontano, può davvero aiutarci. Quest’anno rispetto allo scorso stiamo meglio, ma non dobbiamo abbassare la guardia. Con la cultura molte cose si risolvono».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
