«L’eroina rimane l’oppioide, illegale, maggiormente diffuso in Europa. Crea una dipendenza fortissima e ha un’azione, se assunta per via endovenosa, praticamente immediata, di sette secondi. Non siamo ai livelli degli anni Ottanta o Novanta, ma siamo sempre davanti a un’emergenza sociale e sanitaria». Maria Antonietta De Luca, docente universitaria di Tossicologia del farmaco e delle sostanze d’abuso, non nasconde la preoccupazione per il consumo ancora diffuso dell’eroina anche in città e nell’hinterland: «Si tratta soprattutto di over 35. Basta vedere quanti sono gli utenti seguiti dal Servizio sanitario per le dipendenza per capire che la situazione non è rosea».
Derivato della morfina
L’eroina è un oppiaceo semisintetico e viene ottenuta dalla lavorazione della morfina estratta dal papavero da oppio. La sua azione è molto più rapida della morfina: genera, se assunta per via endovenosa, un piacere intenso in appena sette secondi. «Se consumata per via intramuscolare, l’effetto arriva dopo 5-8 minuti», aggiunge la tossicologa. «Se fumata o sniffata bisogna attendere tra i 10 e 15 minuti. Cambia solo il tempo di ricezione da parte dell’organismo: gli effetti iniziali di piacere ma anche il rischio di dipendenza sono simili». Perché, come evidenzia ancora la De Luca, «il senso di piacere coinvolge tutto l’organismo, e il cervello richiede continuamente la sostanza. C’è una ricerca e desiderio spasmodico, perché l’eroina una volta assimilata dall’organismo, viene metabolizzata in morfina e si lega ai ricettori provocando un intenso piacere». Inoltre produce una rapida tolleranza: si ha dunque necessità di dosaggi superiori. Altro aspetto dell’eroina è che l’organismo la elimina rapidamente. Questo fa aumentare in modo esponenziale l’astinenza: si sente il bisogno di assumerla anche più volte al giorno e in dosi maggiori». La tossicologa ricorda: «Secondo recenti studi, su 100 consumatori di eroina, 80 ne diventano dipendenti».
I pericoli
Che l’eroina sia molto pericolosa non è una novità. «Una dose probabilmente non è sufficiente per diventare dipendenti da questa sostanza, ma potrebbe bastare per causare una morte da overdose. Crea infatti una depressione respiratoria fino all’arresto cardiaco», ricorda l’esperta universitaria. E il mix di sostanze può essere ancora più pericoloso: «Per esempio», prosegue la De Luca, «se si consuma anche cocaina, questa maschera gli effetti dell’eroina. Il rischio di gravi conseguenze, fino alla morte, può aumentare fino a tre volte». Questo pericolo avviene anche se il consumo viene associato al metadone.
Danni alla salute
L’uso di eroina ha comunque un impatto devastante sulla salute della persona che ne fa uso: oltre ai problemi respiratori, causa, per esempio, rallentamenti psicomotori e muscolari, danni all’apparato digestivo, alla vescica, ipotensione, ipotermia e mancanza di riflessi. Nelle donne provoca gravi conseguenze nell’ovulazione. E poi ci sono gli effetti psicologici: depressione, apatia, linguaggio lento, scarsa percezione della realtà, sonnolenza. Una persona diventata dipendente da eroina (la dipendenza è considerata una patologia cronica e recidivante) nella sua vita ha un solo obiettivo: «Procurarsi la sostanza. Può compromettere la vita familiare, lavorativa, sociale ed economica. Per questo è necessario e importante agire sulla prevenzione: bisogna ricordare sempre i gravissimi danni dovuti dalla dipendenza». La docente universitaria sottolinea infatti che «uscirne è molto complicato, guarire del tutto lo stesso perché il desiderio della sostanza resta sempre e deve essere controllato».
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