Il vertice.

Emergenza, asse Italia-Germania-Belgio  

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Stop al sistema degli Ets, subito iniziative per contenere i prezzi dell’energia, avanti sul mercato unico. Meno di un mese dopo, riecco l’asse Italia-Germania-Belgio sul rilancio della competitività europea. I tre Paesi, dopo aver riunito una ventina di leader a margine del summit dei 27 di Aiden Biesen, sono tornati a muoversi questa volta in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo.

La videocall promossa da Giorgia Meloni, Friedrich Merz e Bart De Wever è stata convocata sull'onda di un'emergenza, quella energetica. E di una necessità condivisa, abbassare i prezzi di petrolio e gas. Palazzo Chigi ha reso noto che hanno partecipato Austria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Spagna, Slovenia, Svezia e Slovacchia, al di là dei tre Paesi promotori e della presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Nella lista ci sono due importanti novità. La prima è la presenza del premier spagnolo Pedro Sanchez, che il mese scorso non aveva fatto nulla per nascondere il suo dissenso per il mancato invito. La seconda è l'assenza di Emmanuel Macron. Fonti diplomatiche francesi, interpellate a riguardo, si sono limitate a spiegare che già in mattinata, il capo dell'Eliseo era stato protagonista di un'iniziativa sull'energia presiedendo il secondo summit internazionale sul nucleare civile. Summit al quale ha partecipato il ministro Gilberto Pichetto Fratin e durante il quale von der Leyen ha sottolineato come sia stato «un errore strategico per l'Ue voltare le spalle al nucleare».

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