Qualcuno parla di «svolta epocale», altri, invece, di «propaganda». L'emendamento sul divieto di indossare il burqa a scuola - che il ministro Giuseppe Valditara vorrebbe includere nel nuovo disegno di legge in materia di sicurezza - vede già due fronti contrapposti. Ma per il titolare dell'Istruzione questa possibile aggiunta al ddl «è importante per riaffermare i valori di dignità della donna e di eguaglianza fra uomo e donna». La possibilità che possa essere presentato l'emendamento ha così incontrato le reazioni di politica e sindacati. Per la segretaria generale della Flc Cgil, Gianna Fracassi, le proposte annunciate da Valditara «non parlano di integrazione, ma di assimilazione». Sul punto è intervenuta anche la senatrice del Pd, Simona Malpezzi, che invita il ministro a chiedere alle scuole quali siano «i problemi e di che cosa hanno bisogno per realizzare una vera integrazione». A esultare per l'emendamento è invece l'europarlamentare della Lega, Anna Maria Cisint, che parla di «svolta epocale» e di «un atto di civiltà, di giustizia sociale e di sicurezza». Per Valditara, in conclusione, «si gioca la differenza fra chi difende la dignità della persona e chi si riempie la bocca di chiacchiere».
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