Colombia.

Eletto il trumpiano de la Espriella, proteste e scontri 

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BOGOTÀ. Alta tensione in Colombia dopo la vittoria della destra guidata dal candidato trumpiano Abelardo de la Espriella alle elezioni presidenziali. A Cali e a Bogotà si sono registrati scontri con la polizia e manifestazioni anti-americane in segno di protesta per l’affermazione dell’ex avvocato che al ballottaggio, seppur di un soffio, ha battuto il candidato della sinistra Ivan Cepeda. Tra loro uno scarto di appena 250mila voti, meno di un punto percentuale, tanto che la sinistra, spalleggiata dal presidente uscente Gustavo Petro, ha evocato brogli e chiesto il riconteggio delle schede, impugnando ben 33mila seggi. Lo scrutinio definitivo dovrebbe arrivare nei prossimi giorni, ma appare improbabile un ribaltamento del risultato. Un voto dall’altissima partecipazione quello colombiano, che ha fotografato un Paese più che mai spaccato, con una metà che ora festeggia e l’altra a sua volta divisa tra chi rimugina sui propri errori e chi protesta, anche violentemente. Ci sono state decine di arresti, atti di vandalismo e bandiere americane bruciate. Il ministro della Difesa, Pedro Arnulfo Sánchez, ha esortato al rispetto della Costituzione. Solo nelle prossime ore si capirà se si è trattato di proteste circoscritte o il via a pesanti violenze. Il presidente eletto è “El Tigre”, outsider e leader del movimento “difensori della Patria”: quarantasette anni, con il passaporto italiano e statunitense. Abilissimo sui social, amante della moda e della musica, de la Espriella ha subito fatto capire che con lui «parte una nuova era per la Colombia».

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