Lo scenario.

Election day ad aprile, dubbi in maggioranza C’è già il no di Salvini 

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Il governo arriverà a fine legislatura, si andrà a votare nell’autunno del 2027. A scandire il timing delle prossime elezioni politiche ci pensa il leader della Lega, Matteo Salvini frenando qualsiasi altra ipotesi, tornata a circolare sulla stampa anche negli ultimi giorni, di votare in primavera insieme alle amministrative. Si tratterebbe di un election day “pesante” che unirebbe il voto per le politiche al rinnovo dei sindaci di alcune delle città più importanti: Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna solo per citarne alcune. Nei mesi scorsi era circolata anche una data, quella dell'11 aprile oppure, come emerso nei ragionamenti degli ultimi giorni, si potrebbe tornare al voto in una delle ultime due domeniche di maggio. Nulla ancora di deciso anche se non è mistero che la stessa premier Giorgia Meloni non escluderebbe del tutto l'idea di anticipare il voto politico a primavera ed evitare così due passaggi elettorali nel giro di pochi mesi. Nella maggioranza però il tema dell’election day per il momento risulta fortemente divisivo. La Lega infatti non sembra per nulla intenzionata ad assecondare l’accelerazione verso il voto preferendo arrivare all'autunno, settembre per la precisione, a scadenza naturale della legislatura: «Abbiamo tante cose da fare e abbiamo bisogno di usare bene tutto il tempo che gli italiani ci hanno assegnato», è il ragionamento del leader della Lega. «Stiamo festeggiando il governo più longevo della storia della Repubblica. Perché interrompere prima l'enorme lavoro che tutti stiamo facendo?». Per Salvini poi vanno tenute separate le elezioni amministrative dalle politiche. Più cauta invece Forza Italia che non chiude del tutto all'idea di tenere un'unica tornata elettorale in primavera. Molto dipenderà dai prossimi mesi, a pesare sulle future scelte della maggioranza c'è in primis la nuova legge elettorale. Il testo,salvo sorprese, dovrebbe ottenere il via libera definitivo della Camera a ottobre.

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