Il progetto.

Einstein Telescope, una mappa in 3D 

Per 28 giorni un elicottero sorvolerà l’area per acquisire dati sul sottosuolo 

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Volerà a circa 50 metri di quota l’elicottero che da metà maggio, per 28 giorni, attraverserà i cieli di Lula, Onanì, Bitti, Orune e i paesi intorno. Compito del velivolo che trasporterà una particolare antenna sarà quello di acquisire dati elettromagnetici che una volta interpretati ed elaborati sotto l’aspetto geologico e idrogeologico permetteranno agli scienziati di conoscere meglio la zona dove potrebbe sorgere l’Einstein Telescope e dove fra qualche mese verrà posata la prima pietra del laboratorio scientifico Sun-Lab.

Il lavoro

Per informare la comunità di Lula sull’importanza di questa operazione, gli scienziati dell’Ingv e i tecnici del Centro di caratterizzazione geofisica per l'Einstein Telescope, hanno organizzato un incontro a Lula nel salone Moreddu in piazza Loreto, al centro del paese. Carlo Giunchi, ricercatore dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, il fisico Domenico Di Mauro, esperto di geomagnetismo, Vincenzo Sapia, ricercatore scientifico ed esperto in tecniche di prospezione geofisica e protezione ambientale, e Antonio Funedda, esperto di cartografia geologica, hanno illustrato con dovizia di particolari l’indagine geofisica avviata per studiare la struttura geologica del sottosuolo che riguarderà il territorio di circa dieci paesi posizionati intorno alla miniera di Sos Enattos, fino a una profondità di 500 metri. L’operazione consentirà la realizzazione di una mappa 3D in grado di sviluppare nuove conoscenze sull’assetto geologico e idrogeologico della zona candidata a ospitare il futuro rilevatore sotterraneo di onde gravitazionali in grado di esplorare i silenzi dell’universo fino alla sua nascita, il momento in cui spazio, tempo e materia sono stati creati.

I mezzi

L’elicottero che sorvolerà i cieli fra Barbagia, Baronia e parte del Goceano, coprendo circa 400 chilometri quadrati, trasporterà per un totale di 2.800 chilometri, un’antenna speciale di forma esagonale utilizzando un metodo di indagine Aem (Airborne Electro Magnetics) già usato in altre parti del mondo. Il sistema non produce alcun pericolo per gli abitanti, non verrà violata la privacy poiché non verranno effettuate riprese video o fotografiche, né sorvolerà zone urbanizzate o infrastrutture di alcun genere, così come hanno spiegato gli scienziati nei loro interventi. L’incontro di ieri è stato dunque promosso per fornire informazioni importanti alla comunità, che poteva essere informata meglio e che invece era del tutto assente, fatto salvo dei dipendenti del Comune, di alcuni rappresentanti del Consiglio comunale, il sindaco e tre semplici cittadini. Un’occasione persa per porre domande e avere risposte tecniche certe sull’andamento di un progetto ritenuto importantissimo per le comunità scientifiche di tutto il mondo ma ignorato dalla quasi totalità della comunità lulese. Il Governo ha investito importanti fondi sull’iniziativa, così come la Presidenza della Regione, che attraverso l’intervento del consulente per l’ET Raffaele Marras, ha ribadito l’importanza dell’informazione per il territorio e quanto possa valere nel tempo questo grande investimento scientifico rispetto alle reali necessità delle comunità che intorno a esso ruotano.

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