Macomer.

Effetto Domino, la vita autonoma dei ragazzi disabili 

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Da 43 anni in prima linea per l’inclusione delle persone con disabilità. L’ultimo tassello è “Effetto Domino”, spazio accogliente e strutturato dove imparare, passo dopo passo, le competenze pratiche della vita domestica e sociale. È il progetto della cooperativa Progetto H, a Macomer, diventato realtà per accompagnare i giovani con autismo e disabilità intellettiva di grado lieve verso una maggiore autonomia nella vita quotidiana.

Un progetto che guarda al futuro. A dirlo è Sara Sedda, presidente della coop che opera da sempre nel settore: «Abbiamo voluto costruire nella nostra sede uno spazio il più possibile accogliente, un vero e proprio appartamento didattico dove le persone possano sperimentare le attività quotidiane e acquisire strumenti utili per conquistare e mantenere la propria autonomia».

L’appartamento è ospitato nella struttura di via Lussu, pensato come un ambiente reale di vita domestica, dove i partecipanti possono esercitarsi nelle attività quotidiane, dalla cucina alla gestione della casa.

Maria Murgia, responsabile del progetto, spiega: «Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, principalmente nelle ore del mattino, e ha già coinvolto un primo gruppo di giovani. I partecipanti imparano a gestire diverse attività domestiche, quali le pulizie, rifare il letto, utilizzare la lavatrice e gestire il bucato, cucinare e preparare ricette semplici. L’obiettivo è costruire competenze utili nella vita di tutti i giorni».

Tutte le attività vengono strutturate in modo progressivo e accessibile, anche gli esperimenti culinari sono molto concreti, da buongustai. Un aspetto interessante del progetto riguarda l’uso di strumenti digitali per rendere le attività più accessibili, come ricette cercate online e rielaborate in modo inclusivo. Ad oggi frequentano il servizio cinque persone con sindrome dello spettro autistico inviate dalla Asl di Nuoro e due con disabilità intellettive fruitori del progetto “Dopo di noi”. «La cosa più bella è che i ragazzi sono contenti di venire e propongono nuove attività da fare insieme», dice Maria Murgia.

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