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Edilizia pubblica, ci sono 15 milioni 

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Tre milioni e 200mila euro ad Alghero; 4,4 a Cagliari; 2,4 a Olbia; altrettanti a Quartu; 2,5 a Sassari. Sono questi i Comuni sardi scelti dall’assessorato ai Lavori pubblici per dare corso al Programma straordinario di edilizia residenziale pubblica e sociale (Erp). Ieri la presentazione.

Antonio Piu, il titolare della delega in Giunta, l’ha detto in premessa: «Abbiamo avviato, grazie anche al lavoro del Consiglio regionale, un percorso che ci ha portati fino a qui». Per selezionare i destinatari delle risorse e definire le azioni è stata misurata «la pressione abitativa», con l’elaborazione di «quattro indicatori oggettivi, idonei a rappresentare le diverse componenti del fabbisogno». La realizzazione di nuove case Erp tiene innanzitutto conto del numero di famiglie «collocate nella graduatorie comunali e ancora in attesa dell’assegnazione di un alloggio». La loro incidenza è del 40 per cento. Per il 20 per cento, invece, contano «i nuclei ammessi al Fondo che sostiene l’accesso alle abitazioni in locazione, come previsto dall’articolo 11 della legge 431/1998». Ancora: per il 20 per cento c’entra la pressione turistica, che tra bed and breakfast, affittacamere e locazioni brevi toglie immobili dal mercato. Per un altro 20 per cento, il diritto alla prima casa deve fare i conti con la concorrenza delle richieste di alloggio da parte degli studenti universitari.

La delibera sul Programma Erp è stata approvata ieri in Giunta. Dice ancora Piu: «Mettiamo risorse per le fasce grigie, come non succedeva dal 2007, introducendo criteri oggettivi che partono dai dati a disposizione. Il risultato è che cambiamo l’approccio al tema emergenza abitativa adeguando un metodo ai fenomeni che realmente lo condizionano. Cerchiamo così di guardare alle soluzioni in modo concreto».

Per misurare la pressione abitativa sono stati utilizzati i dati Istat. «Alla domanda di case prevediamo di rispondere incrementando l’offerta attraverso la costruzione di nuovi alloggi. Puntiamo anche all’acquisto, con o senza recupero, e abbiamo ancora l’obiettivo di utilizzare immobili esistenti da destinare all’edilizia residenziale pubblica e sociale». Oggi le famiglie «necessitano di sostegno anche per il pagamento del canone, non solo per fronteggiare la riduzione dell’offerta di alloggi».

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